Corriere della Sera, 29 maggio 2002

Bush dal Papa

"Sono preoccupato per i preti pedofili"

Un colloquio privato di venti minuti in Vaticano Ricordate le sofferenze dei cristiani in Medio Oriente

Luigi Accattoli

CITTÀ DEL VATICANO - Il Papa e la Santa Sede sperano in Bush per la sorte dei cristiani del Medio Oriente. Ma gli hanno chiesto una mano anche per migliorare il loro rapporto, che si fa sempre più difficile, con la Russia. Il presidente si era portato dietro una grande curiosità per la sorte della Chiesa cattolica americana, scossa dallo scandalo dei preti pedofili, e davvero, come aveva promesso, ne ha parlato al Papa. Che l’ha tranquillizzato sulla tenuta di quella comunità cattolica: la terza nel mondo per numero di battezzati (dopo Brasile e Messico), ma la prima per strutture e personale a tempo pieno.

Che George W. Bush e Karol Wojtyla abbiano parlato, ieri pomeriggio, durante i venti minuti di colloquio privato, anche dei preti pedofili lo attestano sia il portavoce statunitense sia quello vaticano. Ari Fleischer ha detto che Bush ha sollevato il problema "nei termini che aveva annunciato".

E che erano stati questi, ieri mattina a Pratica di Mare: "Dirò al Pontefice che sono preoccupato per l’immagine e la posizione della Chiesa cattolica, che è un'istituzione incredibilmente importante nel nostro Paese".

Importante per Bush è anche il voto cattolico statunitense, tradizionalmente a inclinazione democratica e dunque da tenere costantemente sotto osservazione da parte di un presidente repubblicano. Mostrare agli elettori che la Casa Bianca ha a cuore le sorti del mondo cattolico è certo una buona mossa. Il portavoce vaticano è stato più sobrio, ma non ha taciuto quell’argomento: "Sua Santità ha voluto esprimere, malgrado le difficoltà del momento, la sua fiducia nelle risorse spirituali dei cattolici americani impegnati a testimoniare i valori evangelici nella società".

E’ la seconda volta che Bush incontra il Papa, dopo il colloquio che ebbero a Castel Gandolfo il 23 luglio dell’anno scorso, quando il presidente venne in Italia per il G8 di Genova.

Allora Bush aveva informato il Papa sul vertice degli otto grandi e ieri gli ha riferito del vertice Nato. La Santa Sede apprezza questo ruolo di informatore del Papa che il primo dei potenti si è assegnato. "Il Papa - ha detto Navarro-Valls - ha voluto ringraziare il presidente americano Bush per la sua deferenza nel venire a incontrarlo". "Spero di poterla incontrare di nuovo", aveva detto Giovanni Paolo II salutando l’ospite.

Mentre il Papa parlava con Bush, il cardinale Angelo Sodano e l’arcivescovo Jean- Louis Tauran parlavano, in un’altra sala, con Colin Powell.

Sul Medio Oriente, riferisce il portavoce vaticano, "si è presa in considerazione la dimensione umanitaria della drammatica situazione vissuta dai due popoli israeliano e palestinese" e si è "accennato altresì alla difficile situazione dei cristiani". Una continuazione, dunque, del dialogo già intrecciato per la vicenda della Basilica di Betlemme.