Avvenire, 31 maggio 2002
L’Italia stende i tappeti fioriti
di Andrea Zaghi
Inginocchiati di notte, chini su un’opera che vivrà solamente qualche ora, fra le mani rivoli di segatura colorata. È il destino dei tappetari di Camaiore votati a festeggiare il Corpus Domini in una maniera unica al mondo: facendo tappeti di segatura. Un destino – quello del dedicare opere d’ingegno e di abilità ad un evento religioso di prima grandezza – comune a migliaia di altre persone sparse in tutta Italia, che in queste ore si stanno preparando alle processioni e alle sfilate raccolte attorno alla festa dell’Eucarestia a conclusione di un mese di maggio che sembra fatto apposta per le sagre e le processioni. C’è chi, come la Coldiretti, è arrivato a censirne qualche migliaio di cui una buona parte a sfondo religioso, ma con una forte presenza di prodotti tipici, frutta e verdura di stagione e distribuite quasi uniformemente dalla cima alla punta dello Stivale. Manifestazioni in bilico fra la tradizione e la modernità in cui fa capolino pure Internet. Tappeti di segatura, dunque, creati dal nulla in poche ore e in poche ore distrutti. È così che a Camaiore, in Toscana, il Corpus Domini viene ricordato.
Alle 18 di domani, infatti, per le via principali della città inizierà la costruzione di queste opere (saranno in tutto 15 di cui alcune lunghe anche 50 metri), fatte di "pula" – cioè di segatura –, colorata nei mesi precedenti. Si parte con un disegno, collegato alla festa religiosa, che viene trasferito su degli stampi di legno; intanto nelle soffitte, nei garage, nelle cantine di Camaiore centinaia di persone hanno da tempo trascorso ore nell’impastare la segatura con colori all’anilina sciolti nell’acqua oppure nell’alcool. È così che soffici montagne rosa, rosse, verdi oppure gialle nascono e vengono conservate per essere utilizzate nella serata precedente la processione del Corpus Domini. Si lavora tutta la notte, versando a mano la segatura di pioppo oppure di abete negli stampi, seguiti dalla gente in strada, secondo il disegno tenuto segreto, attenti a non sbagliare, seguendo una tradizione che, si racconta, pare portata dal passaggio dei Borboni in vacanza in città e nata dai suggerimenti dati alla popolazione dai loro domestici spagnoli.
Tutto però, avrà vita effimera: subito dopo il passaggio della processione della domenica i tappeti verranno distrutti e si comincerà a pensare a quelli da fare il prossimo anno. E di tappeti, questa volta di fiori, si stanno occupando anche i monaci dell’abbazia cistercense di Chiaravalle della Colomba (ad Alseno in provincia di Piacenza). Qui, come in molte altre località, si fa l’"infiorata" cioè si crea un tappeto fiorito posto lungo la navata principale della chiesa. Il tema di quest’anno sarà legato ai miracoli eucaristici.
Sempre i fiori, invece, sono protagonisti a Caltagirone, in Sicilia, dove la scala di 142 gradini decorati con maioliche purissime e policrome è in questi giorni a festa, decorata appunto di fiori per la Madonna dei Condomini. Quella dei tappeti fatti con petali di tutti i colori, tuttavia, è una tradizione che pare proprio essere stata creata dai cistercensi per dare più consistenza e dignità allo spargimento di fiori che precedeva il passaggio della processione.
Ma, in questo fine settimana, sacro e profano si mischiano un po’ dovunque come ad Orvieto dove, dopo la Festa della Palombella svoltasi a Pentecoste, è il turno della processione religiosa preceduta però da quella "civile" con oltre 400 figuranti in costumi medioevali. Tradizione purissima, quindi, che tuttavia trova posto anche su Internet. I monaci cistercensi hanno costruito un sito (
http://digilander.iol.it/cistercense/chiaravalledellacolomba/index.htm) dedicato non solo alla Abbazia di Chiaravalle ma anche ai tappeti. Un’idea, quella di Internet, che d’altra parte è ripresa ormai da molti.A Campobasso, per esempio, la sfilata della Sagra dei Misteri che si svolge dal 1700 sarà niente meno che trasmessa integralmente attraverso un apposito sito (
www.imisterionline.it) creato dal Comune. Una novità che porterà i 13 "ingegni" (le macchine mosse dalla forza dell’uomo e dedicate ai santi) e il loro percorso lungo le vie della città in tutto il mondo.