Misna
(Missionary Service News Agency)CHINA, 22 GIU 2002 (0:42)
Amnesty: repressione di Pechino contro nordcoreani che chiedono asilo deve finire
Le vessazioni di Pechino nei confronti dei nordcoreani che cercano rifugio in Cina devono finire. A chiederlo è Amnesty International, che ricorda come, da aprile, centinaia di profughi provenienti dalla vicina Corea del Nord sono stati individuati nel nordest della Repubblica popolare cinese e costretti al rimpatrio senza che venisse loro consentito l’accesso alle procedure per la richiesta di asilo.
L’organizzazione internazionale per i diritti umani cita i casi di circa 900 nordcoreani presenti a Longjing, costretti a rimpatriare lo scorso aprile, e di altri 500 che si trovavano a Tumen, obbligati a tornare nella propria terra a maggio. Amnesty rileva poi che le attività repressive di Pechino si estendono anche a coloro che sono sospettati di aiutare i nordcoreani, compresi i componenti di organizzazioni religiose o umanitarie straniere ed i cinesi di etnia coreana residenti in quelle zone. Secondo le autorità cinesi, tutte le persone originarie della Corea del Nord che si introducono illegalmente nel loro territorio lo fanno perché spinte esclusivamente da motivi economici. Pechino, dunque, non ammette che molti di essi abbiano realmente bisogno di asilo politico.
Negli ultimi due mesi, ricorda ancora Amnesty, decine di nordcoreani hanno cercato rifugio in consolati e ambasciate nella Repubblica popolare cinese, nel disperato tentativo di ottenere l’asilo. Tuttavia il governo cinese ha diffuso una nota alle rappresentanze diplomatiche a Pechino, chiedendo loro di respingere ogni altro "intruso" proveniente dal Paese confinante. (LM)