Misna (Missionary Service News Agency)

SUDAN, 26 GIU 2002 (21:7)

Vescovo ausiliario Torit: "Era la chiesa il bersaglio di quelle bombe, ma non ci faremo spaventare"

"Non ci sono stati errori, il bersaglio di quelle bombe erano proprio le strutture della Chiesa", così il Vescovo ausiliare della diocesi di Torit, monsignor Akio Johnson Mutek, ha commentato alla MISNA l'ultima sortita dell'aviazione sudanese nel Sudan meridionale. Tra la notte di ieri e questa mattina gli Antonov di Khartoum hanno sorvolato ad alta quota i territori dell'Equatoria Orientale sganciando bombe sulle località di Ikotos e Isoke. "Adesso sono uno sfollato - prosegue il presule - la mia abitazione e molte delle strutture vicine sono andate completamente in fumo. Le bombe le hanno centrate in pieno". Almeno 4 ordigni, infatti, hanno colpito la residenza del Vescovo mentre gli altri sono finiti contro il complesso della vicina parrocchia.

Nella sua missione l'aviazione sudanese ha distrutto l'ufficio delle comunicazioni radio della diocesi, un dispensario e la casa del parroco. "E che nessuno venga a parlare di errori! Gli edifici di cui stiamo parlando si trovano a 3 chilometri dalla città e nell'intera zona non ci sono militari e non ci sono ribelli - incalza irritato monsignor Mutek. Il problema è che il governo del Sudan sta portando avanti una campagna di aggressioni per terrorizzare la popolazione civile e lo sta facendo mentre siede al tavolo dei colloqui (si riferisce all'incontro in corso a Nairobi tra delegati del governo sudanese ed esponenti dell’Esercito di liberazione popolare del Sudan, Spla, ndr). Se si osservano bene le strutture colpite dai bombardieri di Khartoum negli ultimi tempi - prosegue il vescovo - ci si rende conto che prevalentemente sono state ridotte in macerie scuole, ospedali e centri culturali. La Chiesa sicuramente viene ritenuta scomoda, la nostra volontà di prenderci cura della popolazione di portare cultura e giustizia non è ben vista".

Monsignor Mutek riprende fiato un attimo prima di tornare a sottolineare con forza sempre maggiore il suo disappunto. "Sono arrabbiato non per la mia casa, ma per questa gente, per la mia gente. È loro che vogliono colpire, non i ribelli. Non penso che il governo si fermerà, ma neanche noi lo faremo, non ci spaventeranno e io rimarrò qui con la mia gente e se sarà necessario morirò con loro". (MZ)

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SUDAN, 26 GIU 2002 (18:53)

Bombardieri di Khartoum attaccano Ikotos e Isoke, gravi danni a strutture della Chiesa

L'aviazione sudanese ha lanciato durante la scorsa notte due raid aerei contro le località di Ikotos e Isoke (Equatoria Orientale) seminando il terrore tra la popolazione e ferendo almeno 3 persone. Lo riferisce Jervasio Okot, portavoce della diocesi sudanese di Torit (Equatoria, Sudan meridionale) il quale in un documento fatto pervenire alla MISNA, ha precisato che i bombardamenti sono iniziati ieri alle ore 20:30 e sono proseguiti fino alle 22.00. È stata Ikotos la prima città a finire nel mirino degli Antonov (bombardieri di fabbricazione russa) sudanesi.

Non si conosce ancora il numero degli ordigni sganciati contro il centro abitato ma stando ad alcune testimonianze oculari almeno 4 bombe avrebbero colpito la residenza del Vescovo ausiliare della diocesi di Torit, monsignor Akio Johnson Mutek, e molte altre sarebbero finite contro il complesso della vicina parrocchia. Nella sua missione l'aviazione sudanese avrebbe infatti distrutto l'ufficio delle comunicazioni radio della diocesi, un dispensario e la casa del parroco. Questa mattina i bombardieri di Khartoum sono tornati in azione bersagliando il villaggio di Isoke. Anche qui le bombe sono cadute nella zona della parrocchia, distruggendo completamente alcuni edifici utilizzati come scuola e centro sociale.

Al momento non si hanno notizie di morti o feriti, ma stando a quanto riferito alla MISNA le esplosioni hanno gettato nel panico la popolazione locale. Una paura aggravata dal fatto che entrambe le zone finora non erano mai state interessate dagli attacchi dei bombardieri sudanesi.

Un membro, di cui si mantiene l'anonimato, dell'organizzazione 'Società dell'amicizia tra Kenya e Sudan', ha osservato che "entrambi i bombardamenti sembrerebbero avere come bersaglio principale strutture della Chiesa ". Intanto a Nairobi, in Kenya, sono ancora in corso i colloqui tra delegati del governo sudanese ed esponenti dell’Esercito di liberazione popolare del Sudan (Spla) (MZ)