Avvenire, 2 luglio 2002
Tra Hong Kong e Cina "matrimonio" in crisi: cinque anni dopo c’è poco da festeggiare
Malgrado il grande spettacolo pirotecnico allestito per l’occasione, il clima è stato tutt’altro che festoso a Hong Kong nel quinto anniversario del ritorno dell’ex colonia britannica sotto la Cina. Da un lato, manifestazioni di piazza contro il giro di vite del regime comunista in materia di libertà civili e la recessione che ha travolto il Paese. Dall’altro, il malcelato pessimismo tradito dalle stesse autorità imposte da Pechino, che ieri si sono insediate per il loro secondo mandato. Ne è bastata la presenza del leader cinese Jiang Zemin, giunto per assistere al reinsediamento del governatore Tung Chee-hwa.
Sin dall’alba sono scoppiati tafferugli: i dimostranti hanno tentato di raggiungere il luogo della cerimonia portando in corteo una finta bara, metafora dei diritti perduti. Hong Kong ha visto il tasso di disoccupazione impennarsi fino al 7,4% e un terzo delle famiglie scendere sotto la soglia di povertà.