Avvenire, 3 luglio 2002

Aborto, Europarlamento al bivio

La sfida – Al voto dell’aula una relazione che vuole rendere obbligatoria la legge in tutta la Ue. Storace agli eurodeputati: esprimetevi contro

Di Strasburgo FRANCO SERRA

"Una relazione davvero inaccettabile, che ha suscitato l’indignazione di tanti membri di questo parlamento, un documento che spero verrà respinto all’unanimità". Così Hans Poettering, presidente del gruppo Ppe nell’Europarlamento ha definito la relazione della socialista belga Anne Van Lancker sulla proposta di legalizzare l’aborto rendendolo "legale, sicuro e accessibile a tutti" nell’intera Unione.

La proposta, approvata nei giorni scorsi con 19 voti contro 11 e due astensioni nella Commissione per i diritti della donna e le pari opportunità viene oggi messa ai voti a Strasburgo, dopo il dibattito svoltosi ieri nell’assemblea. Un voto preceduto anche da numerosi appelli a esprimersi contro, come quello del governatore del Lazio, Storace, che si è rivolto l’altro giorno agli europarlamentari. Nella sua lettera appello il presidente della Regione Lazio definiva il documento "un vero e proprio via libera all’aborto in tutta l’Unione, costringendovi anche i Paesi che vorranno aderire in futuro".

Una lunga serie di radicali emendamenti alla proposta è stata presentata dai parlamentari del Ppe, seguiti da quelli dell’Unione per l’Europa della Nazioni in cui siedono i parlamentari di An.

"Il Parlamento europeo – ha detto ancora Poettering – farebbe meglio a occuparsi di questioni per le quali ha competenza", e ha ricordato che fra queste non figurano materie come l’aborto. Se approvate in seduta plenaria, le risoluzioni dell’Europarlamento non hanno comunque valore legislativo. Un appello comunque a dire di no arriva anche da don Oreste Benzi che parla di volontà di "imporre una politica libertaria su contraccezione e aborto".

I punti più controversi della proposta Van Lancker sono i paragrafi 12 e 13, in cui l’Europarlamento "raccomanda che al fine di salvaguardare la salute e i diritti riproduttivi femminili, l’aborto debba essere legale, sicuro e accessibile a tutti", e "invita i governi degli Stati membri e dei paesi candidati ad astenersi, in qualunque caso, dal perseguire donne che si sono sottoposto ad aborto illegale".

Un invito che tra i Paesi dell’Ue riguarda in particolare l’Irlanda, e tra i candidati ad entrare nell’Unione la Polonia e Malta. L’iniziativa è stata criticata a Strasburgo anche per motivi legati alla preparazione dell’allargamento dell’Ue.

I negoziati segnano il passo sulle condizioni economiche dell’adesione e da un’eventuale approvazione della proposta Van Lancker il clima sarebbe ancora appesantito: in Polonia, Paese chiave del prossimo allargamento, e in Irlanda dove fra qualche mese un referendum deciderà la sorte del Trattato di Nizza.