Avvenire, 3 luglio 2002
Mosca attacca: "Cattolici espansionisti"
Gelo a Oriente – Durissima lettera ufficiale del metropolita Kirill: accuse al vescovo Mazur, ordini religiosi indicati in un indice delle presenze ostili. Persino le suore di Madre Teresa tra gli obiettivi della polemica
Di Giorgio Bernardelli
Ufficialmente è una "spiegazione". Di fatto è un durissimo j’accuse sul preteso proselitismo dei cattolici. Con toni che a tratti appaiono addirittura inquietanti. È un testo ufficiale del Patriarcato il nuovo atto delle difficili relazioni tra Roma e Mosca.
Una lettera del metropolita Kirill di Smolensk e Kaliningrad, responsabile delle relazioni esterne della Chiesa ortodossa russa, indirizzata al cardinale Walter Kasper e all’arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz il 13 febbraio, dopo le dure reazioni del Patriarcato all’erezione delle quattro diocesi cattoliche. Un testo accompagnato da un rapporto di 15 cartelle sulle "attività di proselitismo delle organizzazioni cattoliche in Russia".
Nodo del contendere, dunque, è ancora l’attività pastorale dei cattolici in quello che gli ortodossi russi ritengono il loro "territorio canonico". L’attività missionaria – hanno sempre spiegato i cattolici russi e il Vaticano – non è rivolta ai fedeli della Chiesa ortodossa ma a chi non conosce il Vangelo. La risposta di Kirill è che, nonostante la durissima persecuzione sovietica, grazie all’Ortodossia anche in chi non si professa credente è rimasto un generico interesse per la fede. E quindi – è la tesi di Kirill – "i missionari occidentali approfittano del suolo che noi abbiamo reso fertile".
Con queste premesse è facile capire come qualsiasi cosa diventi proselitismo. Il rapporto ha passaggi durissimi nei confronti di Jerzy Mazur, il vescovo della Siberia Orientale che da aprile non può rientrare in Russia perché privato senza alcuna spiegazione del visto. Sulla vicenda – come ha rivelato nei giorni scorsi l’arcivescovo Jean-Louis Tauran – è intervenuto il Papa stesso, con una lettera personale inviata più di un mese fa al presidente Putin e che non ha ancora ricevuto risposta.
Il Patriarcato non parla del visto negato. Si premura, però, di fornire le prove del suo "proselitismo". Intanto lo attacca perché religioso verbita, congregazione "rea" di promuovere a Mosca attività per i giovani e i ragazzi. Per di più, ricorda il documento, negli anni ’80 Mazur ha studiato missiologia all’Università Gregoriana. "Con questa formazione – è la tesi – non poteva che promuovere un’attività missionaria su larga scala".
Più in generale è tutta l’attività di "beneficenza" egli ordini religiosi nel mirino. Il "Rapporto" passa in rassegna le comunità presenti in Russia: dai domenicani ai gesuiti, dalle Missionarie della Sacra Famiglia ai Figli della divina provvidenza. Tutti indicati come presenze ostili in una specie di indice, con tanto di indirizzi, che ricorda oscuri precedenti.
"Nella Russia di oggi – è l’affermazione categorica di Kirill – non c’è una quantità di cattolici tale da giustificare la presenza di così tante comunità".
Nella furia non si salvano nemmeno le Missionarie della carità da Madre Teresa di Calcutta. "Nella loro denominazione compare la parola missionarie – sentenzia il rapporto -. E nella loro casa di Mosca raccolgono i ragazzi di strada e li indirizzano al cattolicesimo". Accettate in tanti Paesi rigidamente musulmani. Ma guardate con ostilità sotto le cupole di san Basilio.