Avvenire, 6 luglio 2002

Muore per far nascere la figlia: addio a Lella

Le era stato diagnosticato un tumore: tra le cure e la vita della piccola, ha scelto di dare alla luce Margherita. Prima di spirare è riuscita ad abbracciarla. Ieri a Erba i funerali della donna

Da Como

ALESSANDRO GALIMBERTI

Le avevano diagnosticato il tumore ai polmoni a gennaio, durante i primi controlli della gravidanza, e le avevano anche spiegato che doveva scegliere se curarsi o dare alla luce la sua prima bimba. Luisella Longoni in Crosina, 35 anni, impiegata, non aveva avuto dubbi. Sabato scorso al San Gerardo di Monza è venuta alla luce Margherita, settimina, ma in buone condizioni di salute. Ieri pomeriggio nella parrocchia di San Maurizio di Erba si sono svolti i funerali di mamma coraggio. "Si è comportata come una santa; il suo è stato un gesto di grande amore, un sacrificio per donare la vita a sua figlia", ha detto il parroco, don Bruno Borrelli, nell’omelia svolta davanti a una comunità intera sconvolta dal dolore.

Toccante il ricordo del concelebrante, don Bassano Pirovano, della comunità Tetto Fraterno: "Siamo in molti davanti al Signore per parlare con lui, con tanti pensieri. Siamo affranti per la nostra Lella – ha detto don Bassano – che apparentemente non ci parla, ma il cui cuore batte per noi. Se ci rivolgiamo a lei la prima parola che scaturisce dal nostro cuore è grazie. Il primo grazie è di suo marito, perché ha saputo amare e accogliere il suo amore, accettare nella sofferenza una vita che d’ora in poi ci chiederà non solo com’era la sua mamma, ma anche di aiutarla a crescere con il suo ricordo. Non si dona la vita per caso o improvvisamente, ma perché c’è qualcosa di grande nel cuore, un seme che è cresciuto e che ci permette di affrontare ogni intemperie. Il grazie si fa preghiera che scaturisce dalla fede".

"Il mondo che ci circonda considera chi vive le beatitudini come ‘fuori di testa’ -: chi prende certe decisioni è un pazzo. Ma davanti alla sofferenza di Lella, noi possiamo solo inginocchiarci, anche se mai sapremo quanto ha sofferto".

Lella non ha mai avuto dubbi su quello che doveva fare, pur essendo consapevole che insieme a Margherita dentro di lei sarebbe cresciuto il tumore. La scorsa settimana le condizioni della giovane si erano aggravate, tanto da indurre i medici a far nascere con due mesi di anticipo la piccola. Dopo il parto la salute di Luisella era ulteriormente precipitata: lei però ha chiesto di tornare a casa con la sua Margherita, e nonostante tutto ce l’ha fatta: è spirata nella braccia del marito pochi minuti dopo essere stata adagiata nel letto della sua camera.

Lella Longoni, originaria di Arosio e impiegata in un’azienda meccanica di Inverigo, si era sposata sei anni fa con Savino: da allora avevano coltivato il sogno di una famiglia prolifica e felice, progetto che a inizio gennaio sembrava a portata di mano. Invece il male aveva ormai posto la sua ipoteca sul futuro della giovane coppia. "È difficile rassegnarsi davanti alla morte di una donna di 35 anni – ha detto il suocero, Rinaldo Crosina – ma quello che ha fatto la rende grandissima, una stella del cielo per la nostra Margherita".