SIR, Quotidiano - 16 luglio 2002

10:35 – Russia: Olivier Clément, le accuse di proselitismo ai cattolici "sono un alibi" (SIREUROPA)

Le accuse di proselitismo rivolte dagli ortodossi alla Chiesa cattolica in Russia sono in realtà un alibi per "impedire che la Chiesa cattolica si diffonda nel Paese". E’ l’analisi del teologo ortodosso francese, Olivier Cléement, in un’intervista rilasciata in esclusiva per SirEuropa. "Vi è una sorta di proselitismo in Russia – spiega Clément - specialmente esercitato dai cattolici polacchi. Tuttavia non si può parlare di un fenomeno di massa e io credo che in questo caso si tratti piuttosto di un alibi. Sarebbe esagerato affermare che vi è il desiderio di negare la visibilità cattolica, però esiste la volontà di impedire che la Chiesa cattolica si diffonda nel Paese".

Secondo il teologo ortodosso, "c’è attualmente un ripiegamento della Russia su se stessa, nonostante si stia riprendendo nell’ambito economico e dal punto di vista psicologico. L’ambito sociale lascia invece ancora a desiderare ma la Chiesa ortodossa agisce molto in questa direzione e questa è una novità. Putin intanto sta cercando di rafforzare la sua base popolare. Perciò considera fondamentale l’appoggio della Chiesa, con una nostalgia della Russia antica quando Chiesa e Stato si identificavano".

Ad avviso di Olivier Clément, la trasformazione, da parte della Santa Sede, delle quattro amministrazioni apostoliche della Russia in diocesi rappresenta un ostacolo al dialogo con gli ortodossi. "Bisogna tenere presente – spiega - che vi è in Russia un rapporto molto stretto tra l’idea di nazione e il ruolo della Chiesa. La Chiesa ortodossa è storicamente molto legata alla vita della nazione. Perciò la creazione di diocesi cattoliche sul territorio della Russia al patriarca di Mosca appare come un’aggressione occidentale".

A questo punto, secondo il teologo, "bisogna aspettare un’altra generazione fra gli intellettuali cristiani russi e un rinnovamento dell’episcopato, già avviato. Certo, vi sono persone e gruppi aperti ma il fenomeno rimane abbastanza marginale. Per il momento occorre soprattutto insistere sull’ecumenismo dell’amicizia, aspettando che si rinnovino l’élite intellettuale e il pensiero cristiano. Fortunatamente i segni di tale rinnovamento cominciano a vedersi, sebbene rimangano ancora marginali. Tuttavia non vedo nell’immediato molte possibilità per un dialogo tra cattolici e ortodossi in Russia a livello ufficiale".

Clément invita anche a considerare un altro aspetto storico: "Il cattolicesimo non ha conosciuto l’oppressione totalitaria come invece l’ortodossia russa che ne trae un sentimento di inferiorità e superiorità allo stesso tempo. Il cattolicesimo occidentale è percepito come più intelligente, più colto, più seducente, perciò anche più suscettibile di attrarre molte più persone, specialmente presso gli intellettuali, se lo si lascia affermare in Russia. La Chiesa ortodossa vuole evitare che ciò accada".