Vidimus Dominus
Russia: teologo ortodosso, è finito il vecchio ecumenismo
Il sacerdote intervistato da "Mondo e Missione" sul recente documento del Patriarcato di Mosca
Milano (Italia), 20 luglio (VID) - Vladimir Zelinskij, sacerdote e teologo ortodosso, espone con franchezza il suo punto di vista: "il vecchio ecumenismo, quello delle "buone maniere", in Russia è fallito. Siamo ad un bivio. Dobbiamo avere il coraggio di buttare via ciò che è stato e ripartire daccapo". Zelinskij è intervistato nell’ultimo numero di "Mondo e Missione", il mensile del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME), che approfondisce il tema dei rapporti tra cattolici ed ortodossi in Russia.
L’analisi inizia presentando il documento del patriarcato di Mosca intitolato "Proselitismo cattolico tra la popolazione ortodossa della Russia", che ha suscitato echi e polemiche non solamente all’interno del mondo ecclesiale. Il testo si apre con una lunga premessa ecclesiologica, nella quale vengono ribadite le diverse letture sull’impegno missionario, e si dilunga poi in un elenco minuzioso di fatti, persone e situazioni. Le prove - sostiene il patriarcato di Mosca – di una presenza cattolica troppo spesso poco rispettosa della storia e della tradizione cristiana di quel Paese.
Il documento del patriarcato di Mosca ha suscitato reazioni diverse in casa cattolica. Il card. Kasper, in un’intervista a Radio Vaticana, ha sottolineato come costituisca un elemento per aprire un dialogo più costruttivo. Mons. Jerzy Mazur, SVD, diffidato dalle autorità russe dal rientrare nella sua diocesi della Siberia Orientale di cui è responsabile, ritiene che nel mirino della Chiesa russa sia l’attività pastorale nel suo insieme, non tanto la dimensione missionaria.