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30 Cattolici detenuti in Cina a causa di attività clandestine

Cina, 21.7.2002 - ore 12:12

Sono trenta i cattolici, cinque adulti e 25 ragazzini, detenuti nella scorsa settima per attività religiose clandestine durante le loro vacanze nel sud-est della Cina, hanno reso noto i responsabili della Polizia.

Chen Mei, una religiosa di 28 anni, è stata condannata giovedi – senza giudizio - a 15 giorni di carcere per aver insegnato Catechismo nel villaggio di Dongan, distretto di Lianjinag, nella Provincia di Fujian.

"In totale, sono 30, incluso cinque adulti fra i quali Chen Mei", secondo il capo della Polizia del villaggio. Gli altri tre adulti sono stati avvertiti delle autorità e liberati nello stesso giorno.

La Fondazione del Cardinale Kung, in un comunicato stampa, ha informato l'agenzia di notizie di Pechino che il numero dei cattolici arrestati è stato di 31. A sua volta, l'Associazione per la difesa della Religione Cristiana in Cina, con sede negli Stati Uniti, accusa il governo cinese di violare la libertà religiosa e chiede la liberazione di Chen Mei e di altri "centiniaia di membri del clero cattolico romano presenti nelle carceri cinesi".

Le autorità permettono il culto cristiano ma soltanto nelle Chiese ufficialmente riconosciute. La Chiesa Cattolica ufficiale conta circa quattro milioni di aderenti che non riconoscono l'autorità del Papa, mentre la Chiesa clandestina fedele al Papa conta circa 10 milioni di membri.

Pechino, che da decenni mantiene un scontro con Roma per le sue attività durante il periodo coloniale e il suo rapporto con l'isola "ribelle" di Taiwan, nomina i suoi stessi vescovi, ignora la censura della Curia Romana e proibisce qualsiasi attività di "proselitismo". Le repressioni ai gruppi cristiani si sono intensificate negli ultimi anni con il pretesto delle misure prese contro la setta di ispirazione taoista Falungong.