Santa Brigida di Svezia (23/7)
Fondatrice, mistica OSSalv
nata: 1303 ca. a Finstad, nei pressi di Uppsala, Svezia – morta: 23 luglio 1373 a Roma
Dall’opera "Scelta Antologica da LE RIVELAZIONI di S. Brigida di Svezia", Tipografia Poliglotta Vaticana, 1982:
Introduzione
Nella bolla che Bonifacio IX promulgò per la canonizzazione di Brigida il 7 ottobre 1391 si dichiara la vedova Brigida, di gloriosa memoria, deve essere venerata come santa a tutta la Chiesa per onorare Dio, "per la gloria della vera fede, per la diffusione del culto cristiano, per la soluzione dello scisma della Chiesa e per l’unità della fede e della Chiesa". (p. 5) (…)
Noi ci immaginiamo volentieri il periodo dell’arte gotica, l’epoca delle crociate e delle cattedrali come un’era particolarmente cristiana. Ma quando in una visione Brigida descrive la situazione dei credenti cristiani del suo tempo, ci appare un quadro che si direbbe sorprendentemente noto ed applicabile ai nostri giorni (Libro II, cap. 15). (p. 6-7) (…)
Le rivelazioni si presentano spesso sotto forma di risposta a domande concernenti la situazione del tempo. Mentre la situazione è naturalmente legata per lo più al tempo, la risposta ha generalmente un’universalità che è senza tempo. La posizione della Chiesa le condizioni politiche e sociale del XIV secolo erano certamente molto diverse da quelle attuali, ma l’insufficienza degli uomini era in genere uguale a quella di oggi, e la legge morale, espressione della volontà di Dio, e l’amore di Cristo, rimangono immutabili. (p. 7-8).
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Parole di grandissimo amore – con le quali è indicata alla sposa di Cristo [Santa Brigida] la Chiesa militante sotto la figura d’un nobil Castello. E come sarà riedificata la Chiesa di Dio con le preghiere della gloriosa Vergine e dei Santi.
(Libro I, Capitolo Quinto)
Io sono il Creatore di tutte le cose. Io il re della gloria e il Signore degli Angeli. Io ho costruito per me un nobile Castello e vi ho posto i miei eletti. Ne scavarono le fondamenta i miei nemici e intanto prevalsero contro i miei amici, in quanto dai loro piedi legati al palo, verrà fuori il midollo. La loro bocca è percossa con i sassi e soffre fame e sete. E, di più, perseguitano il loro Signore. Già gli amici miei chiedono aiuto gemendo, la giustizia chiede vendetta, la misericordia dice di perdonare. Allora Dio stesso dice al celeste esercito presente: Che ve ne pare di questi, che hanno occupato il mio Castello? E tutti, quasi a una voce sola, rispondo: Signore, in te è ogni giustizia e tutte le cose in Te vediamo. Tu esisti, senza principio e senza fine, Figlio di Dio, a te è stato dato ogni giudizio, tu sei il loro Giudice. Ed egli dice: Sebbene tutto sapete in me e vedete, tuttavia per questa sposa presente dite un giusto giudizio. E quelli affermano: la giustizia è questa, che quelli che hanno scavato il muro, siano puniti come ladri. E quelli che persistono nella malizia, siano puniti come invasori. quelli che son prigionieri siano liberati e gli affamati siano saziati.
Quindi parla la Madre di Dio Maria, tacendo della voce di prima e dice: Signore mio e Figlio carissimo, tu fosti nel mio grembo, vero Dio e uomo. Tu, per tua degnazione, santificasti me, vaso di terra. Ti supplico, abbi pietà ancora una volta di loro.
Allora risponde il Signore alla Madre: Benedetta la Parola della tua bocca. Essa sale davanti a Dio, come odore soavissimo. Tu sei la gloria degli Angeli e di tutti i Santi, perché da te è stato consolato Dio e sono rallegrati i Santi. E poiché la volontà tua fin dalla giovinezza era come la mia, così farò ancora una volta come vuoi tu.
E dice all’esercito: Perché voi combatteste virilmente, perciò, per la carità vostra ancora mi placherò. Ecco, per le vostre preghiere ricostruirò il mio muro. Salverò e sanerò quelli che sono stati sopraffatti dalla violenza e li ricompenserò cento volte tanto dell’offesa patita. E anche ai violenti darò pace e misericordia, se la chiederanno. Quelli che l’avranno disprezzata, proveranno la mia giustizia.
E ora ti spiegherò cosa significano queste cose. Il Castello, di cui ti ho detto, è la stessa santa Chiesa, costruita con il Sangue mio e dei miei Santi, cementata con il cemento della mia carità; in essa posi i miei eletti ed amici. Suo fondamento è la fede, e cioè il credere che io sono Giudice giusto e misericordioso. Ma ora è scavato il fondamento, perché tutti mi credono e predicano misericordioso, però quasi nessuno predica e crede che io sono giusto Giudice. Essi mi ritengono quasi un giudice iniquo. Iniquo infatti sarebbe il giudice, che per misericordia mandasse impuniti gli iniqui, sicché opprimano ancora più i giusti. Ma io sono Giudice giusto e misericordioso, sicché non lascerò impunito neppure il minimo dei peccati, né senza ricompensa il minimo bene. Attraverso il muro scavato sono entrati nella santa Chiesa quelli che peccano senza timore, che negano la mia giustizia, tormentano gli amici miei come quelli che sono legati ai ceppi. Per gli amici miei stessi non c’è infatti gaudio e consolazione. Ma ogni obbrobrio e ogni dolore è dato a loro, come se fossero demoni. Se di me dicono il vero, sono confutati e accusati di menzogna. Desiderano ardentemente ascoltare e dire cose rette, ma non c’è chi li ascolti o chi le dica loro.
Io stesso, Signore e Creatore, sono bestemmiato. Dicono infatti: Non sappiamo se c’è Dio. E se c’è, non ce ne importa. Abbattono e conculcano il mio vessillo, dicendo: Perché ha patito? A che ci giova? Che dia a noi la nostra volontà e ci basta ed egli si tenga pure il suo regno e il suo cielo. Io voglio pur essere in loro, ma essi dicono: piuttosto moriamo, prima di lasciare la nostra volontà.
Ecco, mia sposa, chi sono. Io li ho creati con una sola parola potrei distruggerli. Come si inorgogliscono contro di me! Ma ora per le preghiere della Madre mia e di tutti i Santi, sono ancora così misericordioso e paziente che voglio far arrivare a loro le parole, che uscirono dalla mia bocca e offrir loro la mia misericordia. Se la vorranno avere, mi placherò; altrimenti sperimenteranno la mia giustizia, in modo che saranno, come ladri, confusi pubblicamente davanti agli Angeli e agli uomini e saranno giudicati dagli uomini. Infatti come coloro che sono appesi alla forca sono divorati dai corvi, così costoro saranno divorati dai demoni e non consumati. Come coloro che, costretti al palo, non trovano pace, così questi soffriranno dovunque dolori e amarezze. Un fiume ardentissimo scorrerà nella loro bocca, né si sazierà il ventre, ma di giorno in giorno si rinnoverà il loro supplizio.
Ma gli amici miei saranno salvati e saranno consolati con le parole che escono dalla mia bocca. Vedranno la mia giustizia con la misericordia. Li rivestirò delle armi della mia carità e lì farò così forti, che i nemici cadranno come argilla. E vedendo arrossiranno di vergogna perpetua, avendo abusato della mia pazienza. (cfr. op. cit., p. 18-20).