Corrispondenza Romana n. 773/01 (http://www.viewsfromrome.org/)

RUSSIA: mons. Kondrusiewicz condanna l’"ecumenismo da salotto"

"Io riconosco che c'è stato del male con questo ecumenismo da salotto, totalmente separato dalla realtà". Lo ha affermato Mons. Tadeusz Kondrusiewicz, arcivescovo cattolico di Mosca, riferendosi alle persecuzioni che attualmente sta subendo la Chiesa cattolica in Russia ad opera del governo, istigato dalle gerarchie "ortodosse", e ad un certo tipo di ecumenismo, che porta alcune organizzazioni cattoliche a concedere copiosi finanziamenti alla Chiesa "ortodossa", che vengono da questa utilizzati contro la stessa Chiesa cattolica.

L'arcivescovo di Mosca ha rilasciato queste dichiarazioni durante un suo recente soggiorno a Roma in occasione della cerimonia nella quale, insieme ad altri 27 arcivescovi, ha ricevuto il pallio delle mani di Giovanni Paolo II nella festa degli Apostoli Pietro e Paolo il 29 giugno scorso.

"In questi giorni mi rammento della mia infanzia, - ha detto mons. Kondrusiewicz - quando la mia professoressa mi condannava aspramente davanti agli altri alunni perché sapeva che noi eravamo cattolici. Dopo tanti anni e tante sofferenze, io sono pertanto molto emozionato per il gesto del Papa. Ma questo pallio, io lo ricevo innanzitutto in nome della Chiesa cattolica che è in Russia e che ha vissuto il suo Golgota durante il XX secolo. Io lo ricevo in nome di tutti quelli che hanno sofferto, in nome dei martiri, ma anche in nome dei fedeli che rendono, oggi, questa Chiesa bella e viva. Per più di 80 anni non c'è stato un arcivescovo cattolico in Russia, è un'emozione intensa per noi".

Dopo aver ricordato il caso di mons. Jerzy Mazur, al quale il governo di Putin ha impedito di rientrare in Russia dopo un soggiorno in Polonia (CR 760/03, 27 giugno 2002), mons. Kondrusiewicz ha proseguito: "La Santa Sede ha fatto tutto il possibile per chiedere spiegazioni al mio governo e la diplomazia ha fatto tutto quello che era in suo potere. Ma ciò che trovo inverosimile è il comportamento dell'Unione Europea. Essa parla di diritti d'uomo e di difesa delle minoranze, ma non ha levato un dito per aiutarci e difenderci, non fosse altro che per permetterci liberamente di costruire dei luoghi di culto. Dal mese di febbraio in Russia noi viviamo quasi una situazione di guerra contro i cattolici. Gli ortodossi arrivano ad accusarci di proselitismo perché noi facciamo delle mense popolari. Dobbiamo forse lasciar morire di fame nelle strade migliaia di ragazzi abbandonati per non rischiare di 'contaminarli'? Le nostre minestre sono forse avvelenate? Alcuni religiosi cattolici o protestanti vengono messi alle strette. Si parla di una lista di 'persone non grate' che il governo avrebbe in mano".

Infine l'arcivescovo ha trattato il tema dell'ecumenismo: "Io sono molto aperto verso l'ecumenismo, a condizione che non si parli solo d'amore, ma d'amore nella verità. Io riconosco che c'è stato del male con questo ecumenismo da salotto, totalmente separato dalla realtà. Non c'è che da guardare i milioni di euro che gli ortodossi russi ricevono da parte delle associazioni caritative cattoliche. Sanno, queste organizzazioni, cosa ci fanno gli ortodossi con questi soldi? Ci pubblicano propaganda anti-cattolica e formano preti che mobilitano le popolazioni contro di noi. Vorrei anche ricordare, ad alcuni vescovi cattolici, che nell'ultimo Sinodo dei vescovi noi abbiamo parlato di collegialità. E non c'è collegialità senza carità. Allora, come mai lo vedo dei vescovi che vengono a Mosca senza preavvertirmi e vanno dal patriarca Alessio II per esprimergli il loro appoggio contro lo sviluppo della Chiesa cattolica in Russia?".