Misna
PHILIPPINES, 7 AGO 2002 (1:51)
Guerriglieri comunisti attaccano la Arroyo, "ci ha dichiarato guerra e noi risponderemo"
"Il regime ci ha dichiarato guerra". Con queste parole, il leader in esilio dei guerriglieri comunisti filippini, José Maria Sison, ha lanciato dai Paesi Bassi un’offensiva contro l’esecutivo di Manila, accusato di voler fare piazza pulita degli armati del Nuovo esercito del popolo (Nap).
Dopo aver affermato che i ribelli islamici di Abu Sayyaf sono stati praticamente decimati, la presidente Gloria Arroyo Macapagal, ha annunciato nei giorni scorsi una mobilitazione dell’esercito regolare contro i combattenti del Nap. Il capo di Stato maggiore, generale Roy Cimatu, ha precisato che verranno impiegati soldati addestrati dagli Usa, reduci dalla campagna contro Abu Sayyaf. In particolare, il ministero della difesa ha chiesto al Congresso di approvare il reclutamento di 22mila uomini, tra soldati e forze di sicurezza, per la lotta contro i guerriglieri comunisti.
Da parte sua, Sison - fondatore del Partito comunista delle Filippine (Cpp), braccio politico dello Npa - ha accusato la Arroyo di continuare a sabotare qualsiasi tentativo di riapertura dei colloqui, sospesi lo scorso anno dopo l’assassinio di due parlamentari da parte degli antigovernativi. Di fronte a tale scenario, ha aggiunto Sison, lo Npa intensificherà gli attacchi, prendendo di mira obiettivi economici. Al contempo ha esortato i separatisti musulmani del sud ad unirsi allo Npa per "isolare ed allontanare la Arroyo dal potere". Nelle ultime ore, l’esercito ha riferito di aver catturato Zenaida Llesis, responsabile del Cpp a Mindanao, assieme a tre ribelli, presso Pangantukan. (FB)