Avvenire on-line, 24 agosto 2002 11.47

PECHINO

Cina, arrestati in tre mesi oltre settanta cristiani

Il Centro d’Indagine sulle Persecuzioni Religiose: "Campagna di repressione verso tutti i movimenti dissidenti"

Sono oltre una settantina i fedeli cristiani arrestati negli ultimi mesi nella Repubblica Popolare Cinese, senza che si sia più saputo nulla delle condizioni in cui versano e nemmeno dei luoghi ove attualmente sono detenuti.

La denuncia è di un’organizzazione umanitaria, il Centro d’Indagine sulle Persecuzioni Religiose in Cina, secondo cui si tratta di un’iniziativa da inquadrare nall’ambito della più vasta campagna di repressione in atto nei confronti di movimenti dissidenti non solo a carattere politico, sociale o etnico, ma anche religiosi e spirituali, l’esempio più famoso dei quali è costituito dalla setta meditazionistica Falun Gong.

I cristiani sono stati catturati nelle varie chiese clandestine sparse un po’ ovunque in Cina, durante seminari di catechismo, in occasione di sedute collettive di preghiera ma anche nelle loro stesse abitazioni. Il destino dei fedeli che non seguono la cosiddetta Chiesa Patriottica, affiliata al regime, è l’internamento nei laogai, i campi rieducativi di lavori forzati; soltanto i minorenni sono presto rilasciati, ma non prima dell’indottrinamento di rito.