RADIO VATICANA
– Radiogiornale / IL PAPA E LA SANTA SEDE, 10 settembre 2002Preoccupato commento del portavoce vaticano Navarro Valls alla nuova espulsione di un sacerdote cattolico dalla Russia
- A cura di Paolo Salvo -
"Un fatto tanto grave che già qualcuno parla di una vera persecuzione". Con queste parole, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Joaquìn Navarro Valls, ha commentato stamani la notizia dell’espulsione di un altro sacerdote cattolico dal territorio della Russia, avvenuta proprio questa mattina.
"E’ ancora più grave – ha aggiunto – che la Santa Sede non abbia ricevuto delle spiegazioni ufficiali sui motivi che sarebbero alla base di queste espulsioni". Il portavoce vaticano ha quindi annunciato che "la Santa Sede si attiverà attraverso i canali diplomatici per risolvere il problema".
Fonti di stampa riferiscono da Mosca che protagonista di questa nuova espulsione è il sacerdote di origine polacca Jaroslaw Wisniewski, al quale ieri le autorità doganali dell’aeroporto di Khabarovsk, nell’estremo oriente russo, avevano negato l’ingresso nel Paese.
Il sacerdote, già ripartito per il Giappone dove aveva trascorso un periodo di ferie, svolge da tempo il suo ministero presso la piccola comunità cattolica della penisola di Sakhalin, sulla costa russa dell’Oceano Pacifico. Il suo nome risultava inserito "in una lista di persone alle quali è vietato l’ingresso", ha detto un portavoce del corpo delle Guardie di Frontiera, senza tuttavia spiegare le ragioni del provvedimento.
Le stesse fonti riferiscono che ieri il nunzio apostolico a Mosca, mons. Giorgio Zur, si è recato al ministero degli Esteri per rinnovare l’inquietudine della Santa Sede sui diritti dei circa 600 mila cattolici presenti in Russia e sul rispetto delle libertà religiose acquisite dopo la fine del regime sovietico.
Negli ultimi mesi, come è noto, altri tre ecclesiastici cattolici sono stati espulsi dalla Russia: il sacerdote italiano Stefano Caprio, il presule polacco Jerzy Mazur, e il sacerdote Stanislaw Krainak, anch’egli di origine polacca.