RADIO VATICANA
– Radiogiornale, CHIESA E SOCIETA’ – 11 settembre 2002Vietato l’ingresso in Russia ad un altro sacerdote cattolico, il salesiano polacco Edward Maszkiewicz, respinto ieri alla frontiera bielorussa. E’ il quinto religioso cattolico espulso negli ultimi mesi
MOSCA.= Un altro sacerdote cattolico è stato espulso ieri dalla Russia, quando le autorità di frontiera hanno impedito l’ingresso al salesiano polacco padre Edward Maszkiewicz, della parrocchia di Rostov sul Don. Lo ha reso noto una edizione speciale del settimanale cattolico russo "La Luce del Vangelo", precisando che il sacerdote è stato respinto al confine tra Polonia e Bielorussia. Lo stesso padre Maszkiewicz, che tornava in auto in Russia da Varsavia, ha detto parlando telefonicamente con un redattore del giornale che le guardie di frontiera bielorusse gli hanno comunicato che il suo visto era stato annullato, in quanto la parrocchia di Rostov sul Don sarebbe "stata chiusa". Le guardie di frontiera bielorusse hanno infatti l’autorità di respingere viaggiatori diretti in Russia, nell’ambito di un accordo bilaterale. Il padre Maszkiewicz è quindi rientrato a Varsavia, da dove in auto aveva tentato di fare rientro nella sua parrocchia.
Su questo nuovo episodio – riferiscono le fonti cattoliche da Mosca – il nunzio mons. Georg Zur ha reagito inviando "un appunto" al ministero degli Esteri russo. Si tratta del quinto episodio di questo genere negli ultimi mesi, dopo le espulsioni del sacerdote italiano Stefano Caprio, del presule polacco Jerzy Mazur, del sacerdote slovacco Stanislaw Krainak, e proprio l’altro ieri di un altro sacerdote, Jaroslaw Wisniewski, anch’egli polacco. Il portavoce vaticano, Joaquìn Navarro Valls, aveva commentato ieri mattina l’espulsione di padre Wisniewski definendola "un atto tanto grave che già qualcuno parla di una vera persecuzione" e annunciando che "la Santa Sede si attiverà attraverso i canali diplomatici per risolvere il problema". (P.Sv.)