SIR, 11 settembre 2002

15:27 - SANTA SEDE-RUSSIA: Mons. J.Mazur (Vescovo Irkutsk, Siberia) sulle espulsioni di sacerdoti (SIREUROPA)

"Impedire ai sacerdoti di compiere la loro missione di essere annunciatori di Cristo è il segno di mancanza di tolleranza religiosa. Valgono le parole del portavoce vaticano, Navarro-Valls: ‘si tratta di un fatto tanto grave che già qualcuno parla di una vera persecuzione. È ancora più grave che la Santa Sede non abbia ricevuto delle spiegazioni ufficiali sui motivi che sarebbero alla base di queste espulsioni’". Commenta così mons. Jerzy Mazur, vescovo di origine polacca della diocesi siberiana di Irkutsk la notizia delle espulsioni dalla Russia di due religiosi polacchi. Lo stesso presule aveva subito la stessa sorte lo scorso aprile ed insieme a lui anche un sacerdote milanese, padre Stefano Caprio.

In un’intervista pubblicata sul numero in uscita di SirEuropa mons. Mazur dichiara che l’adozione da parte di Mosca dei provvedimenti contro i religiosi cattolici non rischia di trasformare la crisi interconfessionale in una politica poiché "non è la Chiesa ortodossa a negare il rientro dei nostri confratelli ma lo Stato. Non posso fare altro che invitare alla preghiera per la riconciliazione e l’unità di tutti i cristiani. Bisogna camminare sulla via del dialogo. Manca l’unità ed è anche per questo che si verificano queste difficoltà. La preghiera ci aiuta a superarle". Tuttavia, conclude, "la preghiera deve essere accompagnata anche da un’azione diplomatica" come quella che "la nunziatura apostolica a Mosca ha fatto presso il ministero degli Esteri russo dopo i recenti casi dei religiosi Edward Mackiewicz e Jaroslav Wisniewski che si sono visti annullare il visto per rientrare in Russia".