RADIO VATICANA
, RadiogiornaleOGGI IN PRIMO PIANO, 24 settembre 2002
In vigore da ieri in Belgio la legge sull’eutanasia approvata dal Parlamento nel maggio scorso
- Ai nostri microfoni, il portavoce della Conferenza episcopale don Frederick de Beuchelar -
E’ da ieri in vigore in Belgio la controversa legge che consente l’eutanasia, approvata da liberali, socialisti e verdi con la forte opposizione, invece, dei cristiano-sociali. La legge autorizza l’eutanasia a determinate condizioni: la maggiore età del paziente che deve essere in grado di intendere e di volere. La richiesta deve essere scritta, volontaria, riflettuta e reiterata, non frutto di pressioni esterne. Al medico spetterà verificare che la malattia provochi una sofferenza psichica o fisica costante e insopportabile. Sulla legalizzazione dell’eutanasia sentiamo il portavoce della conferenza episcopale belga, don Frederick de Beuchelar, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione francese:
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Secondo i vescovi belgi la legge sull’eutanasia è tanto più seria e grave in quanto il suo campo di applicazione è particolarmente vasto. Non si parla di malato in fase terminale, ma di malato in una situazione dal punto di vista medico senza via d’uscita, il che è molto più ampio. Non si parla solo di sofferenze fisiche insopportabili ma anche di quelle psichiche, il che significa – secondo quanto hanno affermato i presuli nella loro ultima dichiarazione dopo l’approvazione della legge – che l’eutanasia sarà ammessa per malati che potrebbero vivere ancora anni, ma anche per persone da lungo tempo depresse o anche per handicappati fisici. Si tratta, occorre dirlo, di un aiuto legale al suicidio che è anche un grave cambiamento filosofico e simbolico. Naturalmente – ricordano i vescovi – essi sono favorevoli alle cure palliative. Noi sottoscriviamo pienamente – hanno affermato nelle loro dichiarazione 2002 – la raccomandazione del Consiglio d’Europa del giugno 1999 dove si auspica che tutte le cure palliative possano essere accessibili a tutti; che le persone hanno il diritto di essere informate sul loro stato di salute, che non devono essere sottoposte a trattamenti senza il loro consenso, che hanno il diritto di lottare contro il dolore e non devono temere di essere di peso alla famiglia e alla società. I vescovi del Belgio affermano che esiste un diritto a morire, come esiste un diritto a vivere, ma a morire con dignità, al termine della vita e non in seguito ad un atto di interruzione brutale della vita stessa.