SIR (Servizio d'Informazione Religiosa), 4 ottobre 2002 – 15:29
Tadeus Kondrusiewicz (Arcivescovo di Mosca): "È necessaria un’informazione veritiera" sul rapporto cattolici e ortodossi in Russia
Nella faticosa ricerca di un dialogo tra due confessioni cristiane in terra russa "è indispensabile una solidarietà e un'azione reale di tutta la Chiesa cattolica e delle organizzazioni di difesa dei diritti. Non si deve sottacere o cambiare la storia, il dialogo deve essere portato avanti con il coinvolgimento di tutte le parti interessate perché il momento che viviamo esige uno sforzo e una testimonianza comune di fronte alle sfide della nostra civiltà".
Lo ha affermato mons. Tadeus Kondrusiewicz, arcivescovo dell'arcidiocesi della Madre di Dio a Mosca che partecipa alla plenaria del Consiglio delle conferenze episcopali europee in corso a Sarajevo, ribadendo che il vescovo Mazur ed altri sacerdoti cattolici sono stati espulsi dalla Russia "senza alcuna ragione" mentre "al Dalai Lama, a due pastori protestanti e a due religiosi musulmani è stato negato il visto di ingresso".
Dopo aver detto che "una parte non piccola dell'opinione pubblica russa non è affatto dura e prevenuta nei confronti della Chiesa cattolica a riguardo della istituzione di quattro diocesi", l'arcivescovo ha aggiunto: "E' urgente chiarire e trovare un accordo sui fondamenti teologici delle rispettive posizioni, per quanto riguarda i concetti di missione, proselitismo e territorio canonico. In questa direzione lo stesso movimento ecumenico deve svilupparsi in spirito di carità, verità e giustizia avendo presente la situazione concreta in cui si trova ad agire".
Non si può sottovalutare il fatto che "dalle relazioni tra la Chiesa cattolica e il Patriarcato di Mosca dipende in gran parte il rapporto con tutto il mondo ortodosso, essendo quella Russa la più grande Chiesa Ortodossa del mondo. Inoltre il mondo di oggi ha una particolare attenzione allo sviluppo delle relazioni con la Russia, che svolge un ruolo sempre più significativo sia nella politica che nell'economia".
Considerando questa prospettiva, mons. Kondrusiewicz, si è detto fiducioso perché "nonostante le attuali difficoltà nei nostri rapporti con la Chiesa Ortodossa, verrà il tempo in cui insieme renderemo gloria a Dio e aiuteremo a costruire una nuova civiltà dell'amore sui principi del Vangelo, del rispetto reciproco e della carità".
A questo obiettivo potrà contribuire, secondo l'arcivescovo, "una informazione che, come in parte sta avvenendo nella stessa Russia, intende essere il più possibile oggettiva e competente nel riferire opinioni e fatti".