SIR, 17:23
Mosca: I Francescani, "siamo vittime di un raggiro"
La comunità dell’Ordine francescano dei frati minori conventuali si difende dalle accuse di aver affittato un appartamento perché vi si esercitasse la prostituzione.
Dopo la dichiarazione a difesa dei religiosi, diffusa questa mattina dal direttore della sala stampa della Santa Sede, Joaquìn Navarro-Valls, è la stessa comunità di Mosca a ribadire che "i francescani non soltanto non organizzarono il bordello, ma sono diventati vittime di un raggiro e già da qualche mese stanno cercando con l’aiuto delle forze dell’ordine pubblico, per adesso senza risultato, di cacciare via gli organizzatori dai locali appartenenti ai francescani".
I locali, precisano i francescani di Mosca, furono affittati il 1° febbraio 2002 alla signora Leonidovna Tikhonova che aveva dichiarato di voler "organizzare attività di beneficenza". Dopo un mese i frati sono stati informati che in quell’appartamento si esercitava la prostituzione, perciò si sono rivolti al commissario di quartiere chiedendo il suo intervento. Richiesta ripetuta per iscritto il 12 aprile 2002. Dopo questa azione, raccontano i frati, "cominciarono ad arrivare minacce fisiche, nel caso la polizia fosse nuovamente intervenuta". In più "gli affittuari hanno fatto sapere che non avrebbero più pagato l’affitto". Ancora una denuncia da parte dei francescani il 10 giugno 2002, quindi l’istanza di sfratto il 12 settembre. Il 3 ottobre si è tenuta la prima udienza, ma la parte citata in causa non si è presentata.
La sera del 1° ottobre, il superiore dei francescani di Mosca è stato invitato da non precisato "personale della procura" a recarsi nell’appartamento. Giunto sul logo è stato filmato con lo scopo di screditarlo.
Il 7 ottobre il quotidiano di Mosca "Komsomolskaya pravda" ha pubblicato un articolo dal titolo "Il convento moscovita è un bordello" a firma di Anna Selivanova. "Segnaliamo – hanno dichiarato i religiosi – che la signora Selivanova ha contravvenuto alle norme del giornalismo non avendo parlato con nessun rappresentante dei francescani durante la stesura dell’articolo" e che "nell’articolo vengono date informazioni non corrispondenti alla verità e viene presentata una vera e propria falsificazione dei fatti".