Osservatore Romano, 16 Ottobre 2002
INDONESIA – Quasi certa la matrice del sanguinoso attacco compiuto a Bali che ha causato oltre 200 vittime
La feroce mano di Al Qaeda dietro la strage
Per l'attentato è stato utilizzato un potente esplosivo plastico impiegato dall'industria bellica
JAKARTA, 15. Il sospetto delle prime ore si va progressivamente tramutando in certezza. Anche se mancano prove evidenti - "da poter portare in tribunale", come ha sottolineato il Premier australiano, John Howard - appare ormai quasi certo che dietro la strage perpetrata a Bali, l'isola indonesiana meta ogni anno di milioni di turisti occidentali, vi sia la feroce mano di Al Qaeda o di qualche gruppo ad essa collegata. "Bisogna presumere che l'attacco in Indonesia sia opera di Al Qaeda", ha ieri dichiarato il Presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, facendo eco ad analoghe affermazioni delle autorità di Jakarta.
"Al Qaeda è ancora molto pericolosa - ha aggiunto il Presidente Usa -. Siamo alle prese con assassini a sangue freddo". L'attentato - che ha causato oltre 200 vittime - secondo Bush rientra in un "modello di attacchi" che si è già manifestato nei giorni scorsi con l'azione contro la petroliera francese "Limburg" e con le sparatorie contro i marine Usa nel Kuwait. "I terroristi stanno cercando di spaventare e uccidere le persone che amano la libertà - ha affermato il Presidente Usa, parlando ai giornalisti sul prato della Casa Bianca -. Nessuno che ama la libertà può considerarsi in questi giorni al sicuro da questo tipo di attacchi".
Mentre nell'ospedale di Denpasar, vicino alla località dove si è abbattuta la furia omicida dei terroristi, le famiglie delle vittime (la maggior parte delle quali sono giunte in questi giorni dall'estero) sono impegnate nella straziante opera di riconoscimento delle salme, gli esperti di anti-terrorrismo cominciano a trarre le prime conclusioni delle loro indagini. Oggi - secondo quanto segnala l'"Ansa" - si è infatti appreso che è il "C4" l'esplosivo usato nell'attacco. Lo ha indicato il capo dei servizi di informazione dell'esercito, generale Hendropriyono. Il "C4" è un potente esplosivo plastico impiegato dall'industria bellica. È stata anche chiarita la dinamica dell'attentato di sabato sera. Una prima bomba è esplosa davanti all'affollato locale notturno di Kuta Beach, seguita, dopo qualche secondo, dalla seconda, potentissima deflagrazione di un'autobomba parcheggiata di fronte allo stesso locale. La polizia indonesiana ha inoltre reso noto che due persone vengono attualmente sottoposte ad interrogatorio, perché ritenute in qualche modo collegate al sanguinoso attacco. Allo stesso tempo, il Governo del Presidente Megawati Sukarnoputri ha oggi affermato che l'Indonesia si doterà di un decreto che autorizza le autorità a prendere misure di emergenza in materia di lotta anti-terrorismo. il Parlamento non si opporrà a un decreto simile, che colmerà un vuoto poiché l'Indonesia non possiede ancora una legge anti-terrorismo. "Ci troviamo di fronte ad una situazione di emergenza e dobbiamo salvare la Nazione", hanno dichiarato fonti del Parlamento, aggiungendo che "in questo momento il Governo è in difficoltà a prendere misure preventive in assenza di una base legale". Non è stato precisato il contenuto del decreto, la cui validità sarà comunque temporaneo.
Con una risoluzione approvata all'unanimità, il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha nel frattempo sollecitato tutti i Paesi ad aiutare l'Indonesia a tradurre in giudizio "gli esecutori, gli organizzatori e gli ispiratori" dell'attacco terroristico di Bali. La risoluzione, la numero 1438, è stata approvata dopo una riunione speciale convocata per condannare l'attentato. Nella risoluzione, i 15 Paesi del Consiglio di Sicurezza condannano "nei termini più forti" l'attentato in Indonesia, come quelli più recenti in diversi Paesi, che sono "una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali". Domenica, l'attentato di Bali era già stato condannato dal Segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan. La risoluzione del Consiglio di Sicurezza - che non fa riferimento specifico alla rete di Al Qaeda - è stata presentata dalla Gran Bretagna, il cui Ambasciatore, Jeremy Greenstock, guida il comitato anti-terrorismo del Consiglio, istituito dopo gli attacchi dell'11 settembre 2001 contro gli Stati Uniti. E da ambienti vicini all'Onu giunge una lettura a dir poco preoccupante della strage di Bali. Roland Jacquard, esperto delle Nazioni Unite e Presidente dell'osservatorio internazionale del terrorismo, ha infatti ieri dichiarato che quanto avvenuto sull'isola indonesiana "è solo l'inizio di una nuova campagna di terrore".