Il Tempo, 5 novembre 2002
"La libertà religiosa non sarà minacciata"
di DAVID MURGIA
L'ISLAM non preoccupa la Chiesa in Turchia, paese a maggioranza musulmana dove vivono solo 32mila cattolici. Il risultato elettorale di questi giorni, che ha visto la vittoria del partito neoislamico Apk "Giustizia e sviluppo" che potrà formare un nuovo governo monocolore non allarma i vescovi del paese che continuano ad appoggiare l'entrata della Turchia nell'Europa Unita sicuri dell'aiuto del prossimo Governo. Infatti, secondo monsignor Georges Marovitch, portavoce della conferenza episcopale turca, "l'Apk rappresenta l'Islam moderato ed è aperto al dialogo. E lo stesso presidente del partito, Erdogan, ha affermato che lui ed il suo partito lavoreranno per l'ingresso del Paese nell'Unione europea. Esiste una maggioranza sufficiente per approvare la manovra di aggiustamento per l'Ue".
"Crediamo - aggiunge il portavoce dei vescovi turchi - che questi risultati elettorali portino dei benefici alla nazione. In particolare le leggi contenute nel pacchetto di riforme varato lo scorso mese di agosto contiene articoli che riguardano le fondazioni religiose. La procedura della legge non è abbastanza chiara ma speriamo che con il nuovo Governo questa possa essere chiarita".
In sostanza la riforma dovrebbe modificare alcune norme che riguardano le minoranze religiose. Ancora oggi è il governo a sovrintendere le attività religiose attraverso il Dipartimento degli Affari religiosi. Le minoranze religiose, riconosciute dal Trattato di Losanna del 1923, con le loro Chiese affiliate, i loro monasteri, le loro scuole, sono regolate da un altro ufficio governativo, l'Ufficio delle Fondazioni, che deve approvare tutte le iniziative di queste istituzioni. In base alla vigente legge, le attività religiose possono aver luogo soltanto nei luoghi destinati al culto. Le minoranze religiose non riconosciute dal trattato di Losanna non possono acquisire ulteriori proprietà; quelle riconosciute possono farlo se ciò è necessario per la comunità.
Per restaurare edifici e monumenti antichi, occorrono varie autorizzazioni. Inoltre, gli edifici religiosi che, per una prolungata assenza di sacerdoti o di fedeli, non sono più utilizzati, divengono patrimonio dello Stato. Molte minoranze religiose, come la cattolica, la greco ortodossa, l'ebrea, l'armeno ortodossa hanno perso, per questo motivo, molti luoghi di culto.
Non ci sono leggi che vietano le opere di propaganda; tuttavia tali attività sono viste con sospetto e considerate, secondo il rapporto del governo americano sulla libertà religiosa nel 1999, "socialmente inaccettabili"; gli arresti, o i rimpatri, nel caso di cittadini stranieri, per chi si dedica ad attività missionarie non sono casi isolati.