Avvenire, 16 novembre 2002

SUDAMERICA INQUIETO

I due religiosi erano stati catturati da un commando delle Farc a novanta chilometri da Bogotà. La "gioia" della Santa Sede

Colombia: liberato il vescovo

Salvi dopo un blitz dell'esercito monsignor Jimenez e il sacerdote rapito con lui lunedì

Da Bogotà Angelo Falleti

Truppe dell'esercito colombiano hanno liberato il vescovo di Zipaquirá e presidente della Conferenza episcopale latinoamericana (Celam), Jorge Enrique Jiménez, sequestrato dai guerriglieri delle Farc (Forze armate rivoluzionarie) lunedì nella località di Pacho, una novantina di chilometri da Bogotà, insieme al sacerdote Desiderio Orejuela che lo accompagnava.

Monsignor Jiménez è stato liberato in località Pisco Grande, a tre ore di distanza da Topaipí, Cundinamarca, quando mancava qualche minuto a mezzogiorno. Anche padre Desiderio Orjuela è stato liberato nel blitz. Il presidente della Conferenza episcopale colombiana e vescovo di Bogotà, cardinale Pedro Rubiano, ha salutato con gioia la notizia.

Una "gioia enorme" è stata espressa ieri sera dal portavoce della Santa Sede, Joaquin Navarro Valls, alla notizia della liberazione di monsignor Jorge Enrique Jimenez. Navarro ha espresso l'auspicio che presto possa avere fine il tragico ciclo di violenza in atto nel Paese sud americano.

La liberazione è stata il frutto di un'imponente operazione messa in atto da diverse forze dell'ordine e conclusasi con violente scontri a fuoco con i guerriglieri delle Farc.

Appena appresa la notizia della liberazione del vescovo, i cittadini di Zipaquirá, assieme al parroco della cattedrale si sono riversati nelle strade per cominciare a organizzare la "festa" di bentornato al loro pastore.

Il ministro della Difesa, signora Marta Lucía Ramírez, ha ribadito che l'esercito, speciali reparti della polizia e gruppi dell'intelligence, hanno lavorato giorno e notte per conseguire la liberazione dei due sacerdoti. Ha quindi aggiunto che "la liberazione è stata possibile grazie ad una grande collaborazione della popolazione" e che verrà pagata la ricompensa (di 37.000 euro) promessa dal governo alle persone che hanno collaborato. Ma se il blitz è andato a buon fine e ha consentito la liberazione dei due ostaggi, i combattimenti nella zona fra truppe regolari e guerriglieri sono continuati per ore. Monsignor Jiménez e padre Orejuela sono stati trasportanti in elicottero nella capitale del Paese, Bogotà. In una installazione dell'esercito, monsignor Jiménez ha fra l'altro potuto riabbracciare i suoi famigliari che avevano seguito con trepidazione le ricerche intraprese dalle forze armate. Con la barba lunga e gli occhi umidi, il vescovo ha detto che "ho sempre avuto fiducia in Dio" ed ha ringraziato "tutti quanti mi hanno manifestato solidarietà".

Stando alle prime notizie sulla dinamica del blitz, il gruppo guerrigliero delle Farc che teneva prigionieri i due sacerdoti era composto da una ventina di persone. Alcuni sono fuggiti alla vista dei militari abbandonando i prelati, le armi e l'equipaggiamento, gli altri hanno ingaggiato una sparatoria con le forze dell'ordine. Durante l'operazione di liberazione, un guerrigliero è morto mentre un altro è stato catturato.

Frattanto altri due cittadini colombiani sequestrati dall'Eln, sono stati liberati dopo un a mediazione condotta dalla Chiesa cattolica, nella regione del Chocó. I due rilasciati sono stati consegnati al sacerdote Jesús Florez in un luogo precedentemente concordato di Río Atrato.