RADIO VATICANA – Radiogiornale, IL PAPA E LA SANTA SEDE
16 novembre 2002
IL MATRIMONIO CRISTIANO E LA FAMIGLIA DIFESI, CON UNA EFFICACE OPERA PASTORALE, DA OGNI TENTATIVO TESO A DEFORMARNE LA NATURA ORIGINARIA. QUESTA LA SOLLECITAZIONE RIVOLTA DAL PAPA AI VESCOVI BRASILIANI DELLA REGIONE "LESTE II", GIUNTI AL TERMINE DELLA LORO VISITA "AD LIMINA"
- Servizio di Alessandro De Carolis -
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La famiglia, da difendere contro le derive sociali e legislative che tentano di snaturarne il ruolo. Il rispetto per la donna, troppo spesso ancora oggetto di discriminazioni da parte dell’uomo. E ancora, la tutela dei figli, da crescere e custodire all’interno di nuclei familiari permeati dai valori cristiani (…). Nel suo lungo discorso, consegnato questa mattina ai vescovi brasiliani della Regione Leste II, a conclusione della loro visita ad Limina, Giovanni Paolo II insiste a più riprese - scavando tra le difficoltà sociali e pastorali di questa regione settentrionale del Brasile - sulla necessità di restituire una rinnovata dignità all’immagine della famiglia, comunità "fondata sul matrimonio e aperta alla vita".
Esistono, nel tessuto sociale dell’immensa nazione brasiliana, situazioni di reale difficoltà, riconosce il Pontefice. La contemporanea presenza di fattori che vanno dalla carenza di abitazioni, di igiene e di istruzione ai condizionamenti culturali, economici e politici - disoccupazione, salari insufficienti, corruzione istituzionale - producono una degenerazione del tessuto familiare, favorendo divorzi, aborti, inducendo migliaia di donne al controllo della nascite tramite la sterilizzazione. Inoltre, prosegue Giovanni Paolo II nella sua analisi, sono presenti "nell’opinione pubblica e nella legislazione civile", non solo brasiliane, dei tentativi di "equiparare la famiglia alle mere unioni di fatto", o di riconoscere come tale "le unioni tra persone dello stesso sesso". Queste "anomalie - afferma il Papa - ci spingono a proclamare, con fermezza pastorale la verità sul matrimonio e la famiglia".
Ai presuli, il Papa ha chiesto di intraprendere "un’azione catechetica ed educativa più incisiva e costante", che consenta di riaffermare nel Paese l’ideale cristiano del "vincolo coniugale fedele e indissolubile". Una pastorale rinnovata nei modi che conduca ad una "rievangelizzazione dei battezzati" che chiedono di sposarsi. "Una proposta pastorale per la famiglia in crisi – sottolinea il Pontefice – suppone, come esigenza preliminare, una chiarezza dottrinaria" nel campo della teologia morale. C’è necessità, rileva con forza, di arginare la confusione generata "dalle opinioni contrastanti dei teologi, dei sacerdoti e dei religiosi", divulgate anche dai media, sulle relazioni prematrimoniali, sul controllo delle nascite, sull’ammissione dei divorziati ai sacramenti, sull’omosessualità, sulla fecondazione artificiale, l’eutanasia. Contro "l’evoluzione semantica" che trasforma l’omicidio "in morte indotta, l’infanticidio in aborto terapeutico", l’adulterio "in semplice avventura extraconiugale", è necessario – conclude il Papa – guardare alla Santa Famiglia, "icona e modello di ogni famiglia umana", perché aiuti a camminare "nello spirito di Nazareth".