Osservatore Romano, 27 novembre 2002

Il discorso del Papa ai Presuli delle regioni "Sul 3 e 4" della Conferenza Episcopale Brasiliana

in visita "ad limina apostolorum" (Martedì, 26)

(...)

7. Spetta a voi, venerati Fratelli, come gerarchia del popolo di Dio, promuovere la ricerca di soluzioni nuove, colme di spirito cristiano. Una visione dell'economia e dei problemi sociali, dalla prospettiva della dottrina sociale della Chiesa, porta a considerare le cose sempre dal punto di vista della dignità dell'uomo, il che trascende il semplice gioco dei fattori economici. D'altro canto, aiuta a comprendere che, per ottenere la giustizia sociale, si richiede molto più della mera applicazione di schemi ideologici originati dalla lotta di classe come, ad esempio, l'occupazione di terre, già condannata nel mio Viaggio Pastorale del 1991, e di edifici pubblici o privati, o, per citarne una, l'adozione di misure tecniche estreme, che possono avere conseguenze ben più gravi dell'ingiustizia che intendono risolvere, come nel caso di un'inadempienza unilaterale agli impegni internazionali.

La cosa più importante, secondo la missione che Gesù Cristo ha affidato ai Vescovi e anche più efficace è di stimolare tutta la potenzialità e ricchezza del popolo di Dio, soprattutto dei laici, affinché, per quanto possibile, regni in Brasile un'autentica giustizia e solidarietà, che sia il frutto di una coerente vita cristiana.

In una democrazia vera vi deve essere sempre spazio legale affinché i gruppi, lungi dal ricorrere alla violenza, possano far valere processi di giusta pressione per accelerare il conseguimento delle tanto desiderate equità e giustizia per tutti.

[Per consultare l'integra del documento:

http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2002/november/documents/hf_jp-ii_spe_20021126_brazil-sul-iii-iv_it.html]