Vidimus Dominus

Bielorussia: una terra di richiamo per gli Oblati di Maria Immacolata

Padre Kazimierz, primo missionario, spiega il senso di una presenza

Minsk (Bielorussia), 7 dicembre (VID) – Cinque sacerdoti, un novizio, un giovane che ha chiesto di entrare in noviziato, aiuto dai confratelli polacchi, un santuario mariano nella diocesi di Vitebsk e un centro giovanile. E’ la presenza degli Oblati di Maria Immacolata (OMI) in Bielorussia, secondo una relazione pubblicata in queste settimane dalla Casa generale.

La prima presenza della Congregazione risale al 1937, quando i missionari arrivarono in diversi villaggi per predicare il Vangelo. A distanza di anni, spiega la relazione, "è ancora possibile vedere le croci erette lungo le strade durante queste missioni". La Seconda Guerra Mondiale prima e il regime stalinista poi interruppero la presenza, ripresa discretamente a partire dal 1988 e in maniera più organica dal 1992, un anno dopo l’indipendenza.

Padre Kazimierz Jedrzejczak, polacco, primo missionario oblato in Bielorussia dal 1992, spiega che l’Est Europa "mi ha sempre affascinato, da quando andavo a scuola. Pensando agli Oblati come missionari, di solito ci si riferisce all’Africa, all’Asia o all’America Latina. E gli Oblati polacchi in effetti sono andati missionari per tutto il mondo, fino agli eschimesi! Ma perché non pensare alla missione nell’Est Europa? Lì, mi sono detto, c’è un enorme bisogno, una grande mancanza di Dio. E dunque perché non testimoniare Dio dove è stato sistematicamente annientato e dove la Chiesa ha subito persecuzioni così dure?".