Fides
Asia/Corea - I Vescovi continuano la battaglia in difesa della vita, contro l'aborto
Seul (Agenzia Fides) - "Le persone che sono nate e quelle che ancora devono nascere hanno la stessa dignità umana" ha dichiarato don Casimir Song Yul-sup, nuovo Segretario generale della Conferenza Episcopale Cattolica della Corea (CBCK), impegnata a sollecitare l'abolizione della legge sulla salute della donna e del bambino del 1973. In un articolo del periodico Catholic Times del 15 dicembre, don Casimir presenta la posizione della Conferenza Episcopale, che ha denunciato ripetutamente la legge ed ha anche presentato una petizione all'Assemblea nazionale della Corea per l'abolizione della legge che permette l'aborto. I Vescovi sottolineano che la legge è discriminatoria tra quelli che sono nati e quelli ancora non nati.
In Corea si calcola che ogni giorno vengano uccisi tra i 4mila ed i 5mila bambini non ancora nati, quindi circa 1 milione e mezzo l'anno. Nel dicembre 2000 la Conferenza Episcopale ha mandato all'Assemblea nazionale una petizione con 1 milione 240mila firme per chiedere l'abolizione della legge. L'Assemblea ha però respinto la richiesta in quanto "come in molti altri paesi, le donne coreane hanno il diritto di scelta che deve essere rispettato". I Vescovi coreani intendono comunque continuare la loro battaglia a sostegno della vita: "Ricco o povero, nato o ancora nel grembo materno, tutti gli esseri umani sono uguali con la stessa dignità umana e creati ad immagine di Dio". (Agenzia Fides 17/12/2002)