Misna

CAMBODIA, 19 DIC 2002 (17:57)

Tribunale per crimini khmer rossi: assemblea generale ONU, "riprendere trattative con Phnom Penh"

L’Onu torna a rilanciare il progetto di un tribunale internazionale per processare gli ex leader dei khmer rossi accusati di genocidio in Cambogia. L’assemblea generale delle Nazioni Unite, con sede a New York, ha adottato ieri una risoluzione con cui chiede al segretario generale Kofi Annan di "riprendere senza esitazione le trattative per concludere un accordo con il governo cambogiano" allo scopo di creare l’atteso tribunale internazionale. Il testo della risoluzione, presentato da Francia e Giappone, è stato adottato con 150 voti favorevoli, nessuno contrario e 30 astenuti. Tra coloro che non hanno votato figura la quasi totalità dei Paesi dell’Unione europea e il Canada. Queste insolite astensioni testimoniano le difficoltà sperimentate nell’elaborare il testo della risoluzione.

I negoziati tra l’esecutivo di Phnom Penh e l’Onu erano naufragati nel febbraio scorso, quando le Nazioni Unite avevano deciso di non dare via libera alla creazione del tribunale perché considerato privo in partenza di garanzie di imparzialità.

I khmer rossi guidati da Pol Pot hanno instaurato un regime comunista in Cambogia nel 1975. Durante la loro dominazione circa 1 milione e 700mila cambogiani sono morti di fame, malattie o uccisi dal regime. Nel 1979 gli uomini di Pol Pot sono stati cacciati dall’esercito vietnamita che aveva invaso la Cambogia. Negli anni Novanta alcuni dei principali leader del movimento hanno potuto usufruire di un’amnistia decisa per porre fine all’annosa guerra civile che travagliava il Paese. Pol Pot è morto nel 1998. (LM)