Avvenire, 12 gennaio 2003

LA CHIESA CHE SOFFRE

Ankara mette sotto inchiesta frate reggiano da 45 missionario nel Paese del vicino Oriente

Converte musulmano. Missionario nei guai

Turchia, sacerdote indagato dopo il Battesimo a un islamico

Da Reggio Emilia Quinto Cappelli

Per aver battezzato un giovane di 26 anni in Turchia, un frate cappuccino di Reggio Emilia è stato messo sotto inchiesta dalle autorità turche, che gli hanno ritirato anche il passaporto, impedendogli il rientro in Italia. E a giorni ci sarà la prima udienza davanti ai giudici turchi. A lasciare sperare in una soluzione positiva della vicenda c’è l’approvazione – avvenuta proprio ieri – di un pacchetto sui diritti e sulla libertà religiosa. (…)

Protagonista della disavventura è padre Roberto Ferrari, 70 anni, da 45 missionario in Turchia, dove i cappuccini dirigono diverse case e missioni, fra cui quelle di Istambul. La storia è raccontata dal confratello, padre Mario Cappucci, 67 anni, cappellano dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia: "Conosco padre Roberto da una vita, perché siamo originari dello stesso paese, Quara, sull’Appennino di Reggio Emilia. Nella missione di Iskenderun, al confine con la Siria, padre Roberto ha battezzato un giovane di 26 anni, che insistentemente aveva chiesto il sacramento, dopo un’appropriata preparazione. Però il giovane ha poi denunciato il missionario alle autorità turche, che gli hanno ritirato il passaporto e lo hanno posto sotto inchiesta".

L’incredibile storia ha sorpreso anche padre Cappucci, conoscitore e amante della Turchia. "Sono stato in quel paese 30-40 volte, sia per dirigere pellegrinaggi sia per visitare le nostre case. Ho buoni rapporti con le guide e con varie autorità. Ma non mi sarei mai aspettato una vicenda del genere. Certo, la situazione in Turchia è complessa, ma questo grave fatto è preoccupante". Infatti nonostante la legge costituzionale garantisca la libertà religiosa, vi sono forti pressioni sociali contro la conversione dall’Islam, che è la religione principale, al cristianesimo. Non a caso in alcune regioni le autorità locali avallano le persecuzioni delle comunità cristiane, specialmente quella caldea.

"Mi chiedo – si domanda ancora il religioso emiliano – perché la Turchia si dichiara uno stato laico e poi mette sotto inchiesta un frate che amministra il battesimo a un musulmano convertito? Perché i frati non possono vestire il loro abito? Uno stato laico non s’interessa di queste faccende. E questo accade in Paesi che vorrebbero far parte dell’Europa, dove i diritti umani sono il fondamento dello stato laico". Tanto più che "padre Roberto non ha battezzato un bambino inconsapevole, ma un adulto consenziente".