Vidimus Dominum
Russia: Minori Conventuali con i più poveri predicano il senso della fraternità
Si tratta di un valore quasi del tutto dimenticato nell'attuale situazione del paese
Mosca (Russia), 14 gennaio (VID) - I francescani conventuali lavorano oggi a Mosca, San Pietroburgo, Kaluga, Tula, Astrakhan, Chernyakhovsk (Kaliningrad), Elista. Ci sono circa 50 frati e postulanti. Lo rende noto padre Gregorio Cioroch, Provinciale, in un comunicato reso noto in questi giorni, in seguito alla condanna emessa dalla Corte Suprema dell’Ordine dei giornalisti russi contro la vera e propria diffamazione a mezzo stampa subita tra ottobre e novembre dai frati. In quell’occasione, i giornali avevano presentato una casa dei Conventuali di Mosca, affittata e gestita come casa di appuntamento all’insaputa dei frati, come un vero e proprio "bordello dentro al convento".
Padre Cioroch in un lungo e dettagliato comunicato sottolinea l’alto impegno culturale, sociale e religioso dei Minori Conventuali in Russia. "In ogni città i frati hanno costruito le cappelle e le modeste chiese. Ad Astrakhan oggi si svolgono le trattative della restituzione all’ordine dell’unica conservata dal XVIII sec. Chiesa e convento costruiti dai francescani".
Ma i francescani sono coinvolti non solo nell’attività pastorale ma anche nelle concrete opere di assistenza ai più poveri e nel lavoro di carattere culturale e scientifico. "I frati organizzano le mense per i poveri e i centri di accoglienza per i bambini di famiglie povere e alcolizzate. I bambini oltre il cibo ricevono l’aiuto da parte degli educatori i quali aiutano loro preparare i compiti, occuparsi di sport nel mini-palestra, insegnano a lavorare con il computer. I frati non impongono assolutamente ai bambini la religione".
Questa attività si svolge grazie all’aiuto dall’estero. Circa 30.000 frati francescani di tutte le famiglie francescane negli oltre 150 paesi del mondo e circa 1,5 millioni dei francescani laici predicano la tesi "Gli uomini sono fratelli" che "è ora dimenticata nella Russia (e perfino è resa ridicola). Le ricche comunità aiutano le comunità povere, sostenendo i vari progetti. E’ una normale solidarietà umana".
Durante gli ultimi tre anni sono però cominciate della "nuove difficoltà". Padre Cioroch rileva che "prestare aiuto è molto più difficile dopo l’irrigidimento nei permessi di ingresso per aiuto umanitario nella Russia, perché per contrastare quanti si arricchivano sui programmi assistenziali, lo stato impedisce alle associazione caritative di aiutare i poveri introducendo forti tasse doganali sulle merci portate dall’estero".