CINA
, 15 GEN 2003 (10:11)Processati due attivisti sindacali, Amnesty preoccupata: "Non è un processo equo"
È durato poche ore il processo a Yao Fuxin (57 anni) e Xiao Yunliang fermati lo scorso marzo sospettati di essere tra gli organizzatori di un corteo di 30mila persone a Liaoyang (nord est del Paese). I dimostranti protestavano contro la corruzione e la disoccupazione; tra loro moltissimi operai che avevano perso il lavoro in seguito al fallimento di una locale azienda di Stato. Ai due, che si dichiarano ‘sindacalisti indipendenti’, sono stati accusati di appartenere al ‘Partito democratico cinese’, una formazione illegale di cui molti affiliati sono oggi in prigione.
Amnesty International si è detta ‘preoccupata’ che Yao e Xiao non stiano subendo un equo processo: "Se l’accusa rivolta agli imputati è quella di aver esercitato pacificamente la loro libertà di espressione, associazione e il diritto di manifestare, li considereremo due prigionieri di coscienza", ha dichiarato l’organizzazione. Ma secondo un funzionario del ministero del Lavoro di Pechino, Yao non è stato arrestato per aver organizzato la protesta ma per aver partecipato alle violenze in cui sfociò la manifestazione. Vista l’attenzione della comunità internazionale su Pechino in materia dei diritti umani, è improbabile che la Corte – la cui sentenza è attesa nei prossimi giorni – condanni Yao e Xiao alla pena capitale, ma è possibile che infligga loro una lunga detenzione. (BF)