Vidimus Dominum

Vietnam: Minori Conventuali consolidano loro presenza missionaria

Alto il numero delle vocazioni nonostante permangano restrizioni governative

Roma (Italia), 15 gennaio (VID) – I Frati Minori conventuali stanno valutando la possibilità di iniziare una missione in Vietnam, anche se da tempo oramai diversi religiosi si sono impegnati nel paese asiatico. Tuttavia si è trattato finora di attività svolte da singoli frati, in accordo con le Province di provenienza e non di un impegno stabile e regolare, richiesto invece con insistenza da diversi vescovi locali.

In vista di una futura missione, nel giugno 2002 si è svolta nel paese asiatico una visita del segretario generale per l’animazione missionaria e i superiori di Australia, Giappone e Corea, le tre Province che maggiormente possono sostenere l’eventuale nuova missione.

Dalla relazione seguita alla visita – di cui è stato pubblicata una sintesi sul notiziario "Fraternus Nuntius" – si rileva che sono già diversi anni che i Minori Conventuali sono presenti in Vietnam, grazie all’impegno di diversi religiosi oriundi, che sono rientrati regolarmente con visto turistico per periodi limitati di tempo, costruendo un clima di "ottime relazioni" con i fedeli di diverse diocesi, con il clero locale, con i vescovi.

Secondo i Frati conventuali, oggi il Vietnam è un paese "con grandi prospettive missionarie": su 90 milioni di abitanti i cattolici sono 10 milioni, in 25 diocesi e con 30 vescovi. Tre i seminari e molto alto il numero delle vocazioni, soprattutto per le religiose, anche se il governo consente di ordinare non più di dieci sacerdoti ogni anno per tutte le diocesi. Nonostante le continue restrizioni del governo "è in atto in Vietnam un’era di crescita e di espansione della vita cristiana".

"A causa della situazione politica tuttora molto delicata – rileva la relazione – molte Congregazioni concentrano la loro attenzione sulla ricerca e sul consolidamento delle vocazioni locali, sperando che esse costituiranno la loro futura presenza nel paese. Per il momento, questa sembra essere la strada per fare la missione nel Vietnam" e dunque "spetterà ora al Governo centrale dell’Ordine elaborare i modi e le strade per sviluppare e sostenere la missione praticamente già incominciata".