RADIO VATICANA, Radiogiornale / CHIESA E SOCIETA’ - 15 gennaio 2003
"Spero che Mosca prenda presto decisioni concrete affinchè i fedeli cattolici in Russia possano riavere i loro pastori". Così il vescovo Mazur, titolare della diocesi di Irkutsk in un’intervista al SIR EUROPA
IRKUTSK. = "Per il cammino di riconciliazione dobbiamo rimanere sotto la croce, contemplando insieme Cristo che ha sofferto e ci insegna e ci manda a predicare il suo amore. Sotto la croce non c'è posto per i cattolici, gli ortodossi, i protestanti. Sotto la croce siamo tutti uguali, siamo davvero fratelli". Questo il monito espresso dal vescovo Jerzy Mazur, ordinario della diocesi di Irkutsk, nella Siberia orientale, da cui è stato espulso nei mesi scorsi, in un’intervista concessa all’agenzia Sir Europa. "Fare ecumenismo oggi - ha insistito il presule - è riandare a tutti quei credenti, ortodossi, cattolici, protestanti e di altre fedi che hanno sofferto molto nel passato recente. Molti di loro hanno dato la testimonianza del martirio. Questa è la base dalla quale partire, in Russia, per celebrare ancora una volta la ‘Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani’".
Commentando le parole di Giovanni Paolo II nel discorso al corpo diplomatico, il vescovo Mazur ha, infine auspicato che "il Governo russo prenda decisioni concrete perché finalmente i fedeli cattolici in Russia possano tornare ad avere i loro pastori". Su una popolazione di quasi 150 milioni di persone, si calcola che i cattolici in Russia siano poco più dello 0,3%. (A.M.)