Europa/Russia - Padre Girotti, Assistente Generale dei Frati Conventuali, dopo la condanna di quanti avevano diffamato la comunità di Mosca: "Il perdono è un atto cristiano, ma non può appannare la giustizia e la verità"

Roma (Agenzia Fides) - Dopo il pronunciamento del Gran Giurì dei Giornalisti russi, che ha condannato due organi di informazione russi per aver diffamato la locale comunità dei Frati francescani - implicandola ingiustamente in una vicenda di prostituzione - l'Agenzia Fides ha chiesto un commento a Padre Gianfranco Girotti, Assistente Generale dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali e Reggente della Penitenzieria Apostolica Vaticana. Padre Girotti spiega: "I padri Francescani in Russia hanno già perdonato chi li ha diffamati. Nel cuore non hanno risentimento, solo pace. Ma sul piano giuridico non hanno rinunciato ad agire, per far emergere la verità. Il procedimento giudiziario era un atto dovuto per evitare lo scandalo e smentire informazioni distorte e ingiuriose. Il perdono sul piano personale e spirituale non può essere confuso con il diritto alla giustizia e alla verità".

Il religioso continua: "Ogni cristiano è tenuto a perdonare, seguendo l'insegnamento di Gesù. Il perdono è, poi, un tratto essenziale del nostro carisma di francescani, ma esso non pregiudica la giustizia e la legalità. I due aspetti sono complementari. Col pretesto del perdono, a volte si possono generare errori: il perdono, in definitiva, non può oscurare la verità".

Padre Girotti ha parlato di recente con i frati della comunità di Mosca, dopo il pronunciamento del Gran Giurì che ha condannato gli organi di informazione russi: "I frati sono contenti per questo atto di giustizia che lascia intatta la loro credibilità e il loro servizio. Il loro impegno è diretto all'evangelizzazione e si esprime soprattutto nella vicinanza ai poveri: gestiscono e lavorano in mense e case per emarginati, vecchi, bambini di strada, anche in collaborazione con le suore Missionarie della Carità. Alcuni giovani frati, che stanno vivendo un tempo di formazione, preparandosi al sacerdozio, vanno anche nelle famiglie a portare aiuti concreti e una parola di speranza. Per questa loro disponibilità e apertura ai poveri, i frati sono molto stimati dalla gente. L'episodio che li ha diffamati poteva essere un macchia sul loro lavoro: ma tutto si è risolto per il meglio". (PA) (Agenzia Fides 20/1/2003)