Vidimus Dominum
Brasile: l'abbraccio di Lula a un monaco benedettino
E' avvenuto nella cerimonia di insediamento a dom Marcelo Barros come segno dell'attenzione alla teologia della liberazione da parte del Presidente
Brasilia (Brasile), 21 gennaio (VID) – Un monaco benedettino su cui conta il presidente brasiliano Lula da Silva e la "teologia della liberazione" sullo sfondo. E’ l’esperienza di dom Marcelo Barros, OSB, invitato ufficiale e in prima fila alla cerimonia di insediamento del Primo gennaio.
A raccontare l’esperienza è stato lo stesso religioso, che parla della sensazione di sbalordimento provata per l’onore di stare in prima fila e di ricevere l’abbraccio del presidente prima dei ministri e dei governatori. "Lula ha ricevuto il mio abbraccio dicendomi all’orecchio: conto sulla teologia della liberazione. Ho potuto soltanto rispondere: può contare su tutti noi. Sono uscito di lì – conclude – pensando di avere compreso perché fossi stato invitato: il presidente operaio ha voluto rompere il protocollo e chiamare qualcuno povero e comune come me per esprimere la sua stima per la teologia della liberazione".
Dom Marcelo Barros è membro della commissione latinoamericana dei teologi del terzo mondo ed è autore di numerosi libri e articoli. Da gennaio ha iniziato la sua collaborazione mensile con "Nigrizia" rivista missionaria dei Comboniani italiani. Il suo primo contributo parla dell’ecologia come equilibrio della vita umana e della terra. Egli parla del bisogno di instaurare "una relazione di tenerezza e di attenzione con la terra nostra madre" a partire ciascuno dalla propria cultura.
Sul significato dell’elezione del nuovo Capo dello stato, interviene nuovamente anche Frei Betto, OP, il religioso noto in tutto il mondo per il suo impegno sociale. "Non ci sarà un futuro dignitoso per l’umanità – rileva – se non avverrà quel che predica il sacerdote nella celebrazione dell’eucarestia: frutto della terra e del lavoro dell’uomo".
Dunque "forse l’effetto Lula potrà dimostrare che, attraverso l’accumulazione progressiva dei movimenti sociali, è possibile conquistare pezzetti di potere. E introdurre nuovi quadri nella sfera del governo. Se questo significherà il superamento progressivo delle politiche neoliberiste e il miglioramento della qualità della vita della maggioranza della popolazione, applaudirò, considerandolo un grande balzo in avanti".