Avvenire, 21 gennaio 2003
India, gesuiti nel mirino
Da New Delhi Anto Akkara
"Un classico esempio di come i gruppi fondamentalisti indù tentino continuamente di innescare la protesta e indirizzarla contro i cristiani alla minima occasione": questa la reazione dei padri gesuiti dopo le pesanti accuse loro rivolte dall'Rss (Rashtriya Swayamsevak Sangh), un gruppo fondamentalista indù, che li ha definiti "soldati di Dio" che hanno "giurato di usare la violenza e metodi barbarici per decimare tutti quelli che non seguono la religione cattolica".
In una ferma dichiarazione, padre Lisbert D'Souza, presidente della Conferenza dei gesuiti dell'India, ha respinto ogni addebito: "I gesuiti dell'India non hanno mai neanche solo sentito parlare di un tale giuramento". Le accuse dell'Rss contro i gesuiti sono arrivate dopo che il presidente indiano, PJ Abdul Kalam, aveva accettato l'invito all'inaugurazione del sesto Congresso mondiale degli ex allievi della compagnia di Gesù che si tiene da oggi fino a venerdì a Calcutta. L'Rss ha definito quella presa dal presidente Kalam "una decisione infelice".
Sottolineando che il "cosiddetto giuramento è una bugia ripetuta dai gruppi fondamentalisti indù", il Provinciale dei gesuiti ha detto che lo stesso concetto di "giuramento" è una "totale contraddizione con quanto prescrive la nostra fede cristiana". Quindi l'invito: "Chiunque voglia verificarlo di persona può recarsi in una delle tante scuole o collegi che ci sono ovunque nel Paese. Chiunque può verificare chiedendo ai gesuiti se abbiano mai sentito parlare di una cosa del genere".
Padre Herman Castelino, segretario dell'Associazione per l'istruzione della compagnia, ha aggiunto che il presidente indiano Kalam ha "tutto il diritto" di inaugurare l'incontro degli ex allievi gesuiti poiché egli stesso è stato uno studente del collegio gesuita di St Joseph di Trichy, nello Stato meridionale di Tamil Nadu. Ribadendo che l'incontro non è una funzione religiosa, padre Castelino ha aggiunto che la grande maggioranza degli allievi delle 120 scuole e dei 20 collegi gesuiti dell'India sono indù.
Persino il presidente del Comitato organizzativo del Congresso mondiale degli ex allievi gesuiti chiamato "Summit della gioia", altri non è che Shankar Roy Chaudhary, l'ex capo dell'esercito indiano e attualmente membro del Parlamento indiano come rappresentante del partito Bjp. Le associazioni di studenti gesuiti in varie parti dell'India hanno anche avviato estesi programmi sociali per i gruppi marginali e si sono impegnati a lavorare per una società più giusta. In segno di protesta, in contemporanea con l'incontro internazionale degli ex allievi gesuiti, l'Rss ha anche organizzato un meeting di una settimana a Calcutta che sarà guidato dal capo dell'Rss, K S Sudarshan.