Avvenire, 26 gennaio 2003

Mosca, cattolici e ortodossi pregano insieme

Nello Scavo

"Il dialogo è possibile. E noi non vogliamo tiraci indietro". È più di un timido segno di disgelo quello che arriva dalla bocca di Igor Vigianov, del patriarcato ortodosso di Mosca. Per la prima volta dalla crisi divampata lo scorso anno (in seguito alla istituzione di quattro diocesi cattoliche) un "inviato" della Chiesa ortodossa ha messo piede nella cattedrale cattolica, per di più rispondendo all'invito dell'arivescovo di Mosca Tadeusz Kondrusiewicz. Il presule aveva infatti convocato i rappresentanti delle Chiese cristiane alla veglia conclusiva della Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani. Un primo cenno di distensione, dunque, partito per ordine del Dipartimento delle relazioni esterne del patriarcato. Vigianov è infatti tra i più stretti collaboratori del metropolita Kirill di Smolesk, il presule a cui Alessio II ha affidato in particolare i rapporti con l'estero, e poiché il patriarcato considera la Chiesa cattolica come "Istituzione religiosa straniera", a Kirill competono le non facili relazioni bilaterali. Con se Igor Vigianov non aveva alcun messaggio ufficiale. Ma da sola la sua presenza è valsa più di ogni parola. "È vero, ci sono dei problemi nelle relazioni tra noi e la Santa Sede, ma dialogare è nostro dovere. Dobbiamo procedere un passo alla volta". Vigianov parla al telefono, quando si è oramai conclusa la celebrazione comune officiata nella cattedrale. All'appello di Kondrusiewicz hanno risposto anche gli esponenti locali della Chiesa luterana, dei battisti, dell'unione dei cristiani evangelici e degli avventisti del settimo giorno.

Un segnale incoraggiante che segue di poco l'iniziativa del vescovo di Terni, Vincenzo Paglia, il quale nei giorni scorsi aveva incontrato con una delegazione umbra il patriarca Alessio II. "Per noi quello è stato un ulteriore segno della volontà dei cattolici a proseguire sulla strada del dialogo", commenta Vigianov. Ma quali altri passi il patriarcato di Mosca compirà per confermare la disponibilità a riprendere il dialogo con l'arcidiocesi cattolica e la Santa Sede? "È ancora presto per dirlo - risponde Vigianov -, ma credo che procedere verso l'incontro reciproco sia necessario e possibile". Detto questo, non vuole aggiungere altro, ma lascia intendere che "nelle prossime settimane non mancherà occasione per tornare a parlare di questi argomenti".