SIR - Quotidiano, 28 gennaio 2003 - 11:50
Clonazione umana: fermo NO dei vescovi francesi, "è una presa di potere sull’identità umana"
No dei vescovi francesi alla "clonazione umana" perché comporta pericolose "ingerenze sugli elementi essenziali dell’identità del futuro essere umano" e rappresenta "un attentato grave alla dignità dell’uomo". Ma soprattutto perchè "ogni embrione è già un essere umano" e non può essere usato come "un oggetto nelle mani dell’uomo". Lo scrive mons. Jean-Pierre Ricard, presidente della Conferenza episcopale francese, in una dichiarazione diffusa ieri dal titolo "Non ci sono eccezioni al rispetto dovuto all’embrione umano".
Il Parlamento francese ha ripreso proprio in questi giorni il dibattito sul "progetto di legge relativo alla bioetica" che era stato elaborato dall’Assemblea nazionale e sottomesso all’esame del Senato. A nome dei vescovi francesi, mons. Ricard dà la sua piena approvazione alle posizioni affermate nel progetto di legge in merito alla "clonazione riproduttiva". La clonazione umana che si realizza partendo da un solo individuo – scrive Ricard – "comporta una ingerenza sugli elementi essenziali dell’identità del futuro essere umano. Un tale metodo riproduttivo ed una tale presa di potere sull’identità altrui sono degli attentati gravi alla dignità dell’uomo e testimoniano una totale mancanza di rispetto per il bambino coinvolto".
La Chiesa dice no anche all’utilizzo degli embrioni umani "come materiale di ricerca o come fonte di cellule a fine terapeutico". "Una tale creazione di embrioni – si legge nella dichiarazione di Ricard – ridurrebbe l’embrione umano al rango di cosa"; "tuttavia – aggiungono i vescovi – il progetto di legge non va fino in fondo a questa logica" aprendo alla sperimentazione di nuovi metodi di procreazione assistita. "Si spera – scrive Ricard – che una tale disposizione sarà bocciata dal Parlamento". "L’embrione umano – sottolinea la Chiesa francese – non è e non deve essere trattato come una cosa. Farlo sarebbe una grave trasgressione. Per la prima volta, un essere umano in gestazione sarebbe legalmente cosificato e si aprirebbe la porta a delle gravi derive, viste anche le grandi pressioni economiche che si esercitano su simili