Il Mattino, Venerdì 7 Febbraio 2003

Presentati i primi 16 articoli ed è già polemica. Ma Amato assicura: i valori religiosi entreranno nel trattato

DA BRUXELLES

FRANCESCO CERRI

Manca un riferimento a Dio nei primi 16 articoli della bozza parziale della futura Costituzione europea presentata oggi dal presidente Valery Giscard d’Estaing, ed è subito polemica: anche il Vaticano, in una reazione a caldo, ha definito la bozza "insoddisfacente".

Fra i primi articoli era particolarmente atteso il numero 2, dedicato ai "valori fondanti dell’Unione". In un documento inviato a Giscard il mese scorso, 20 membri europopolari della Convenzione, fra cui il vicepresidente del Ppe Antonio Tajani, avevano chiesto un riferimento ai valori spirituali e religiosi.

I Ppe avevano proposto l’inserimento nella bozza di convenzione di un articolo che affermava che "i valori dell’Unione includono i valori di coloro che credono in Dio quale fonte di verità, giustizia, bene e bellezza, come pure di coloro che non condividono questa fede ma rispettano questi valori universali sulla base di altre ispirazioni".

Ma nella bozza parziale diffusa da Giscard, che interessa circa un terzo dell’articolato della futura Costituzione, nessun accenno nè a Dio nè alla religione. L’articolo 2 della bozza afferma invece che "L’Unione è fondata sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dello stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, valori comuni degli Stati membri. L’Unione - prosegue - aspira a essere una società pacifica, che pratica la tolleranza, la giustizia e la solidarietà". Una formulazione non gradita dal Vaticano, che ha appunto definito la bozza "completamente insoddisfacente".

Contro un riferimento alla religione nella Costituzione si sono pronunciati diversi delegati della sinistra e di Paesi, soprattutto la Francia, di forte tradizione laica. Lo stesso presidente Jacques Chirac si è detto contrario. In seno alla Convenzione tuttavia i sostenitori dell’inserimento di un riferimento alla religione non hanno perso la speranza di riuscire a ottenerlo in una altra parte del testo, forse nel preambolo, ancora tutto da scrivere.

Tajani ha scritto in proposito a Giscard e ha annunciato che presenterà una proposta di emendamento al primo articolato parziale per cercare di inserire un primo riferimento "allo statuto giuridico delle Chiese" all’articolo 9, dedicato all’identità nazionale degli stati membri e sulle loro strutture politiche e costituzionali. Il vicepresidente della Convenzione, Giuliano Amato intanto è intervenuto per calmare le acque.

Un riferimento ai valori religiosi dell’Europa potrà essere inserito in altre parti della futura bozza di Costituzione europea ha detto in sostanza. Secondo Amato, che però non ha voluto precisare quale formulazione potrebbe essere usata, la presidenza della Convenzione non ha voluto inserire un riferimento ai valori spirituali e religiosi nell'articolo 2 perchè ritiene che questo articolo potrà essere invocato quale base giuridica per possibili ricorsi contro gli stati membri "in caso di violazione dei principi e dei valori dell’Unione".

"È nostra responsabilità - ha detto Amato - indicare valori accettati all’unanimità da tutti i nostri stati membri". Ma, ha aggiunto, "ci sono varie parti del testo dove i valori religiosi e i rapporti con le comunità religiose potranno trovare una collocazione più appropriata". Secondo il presidente della commissione costituzionale dell’Europarlamento Giorgio Napolitano, l’ipotesi che alla fine venga accettata "una invocazione a Dio" appare tuttavia "molto difficile", mentre "non c’è difficoltà" per un riferimento "alla libertà religiosa".

Nella polemica non ha voluto entrare ieri la Commissione di Romano Prodi. Un portavoce Ue ha detto che l’esecutivo "segue con grande attenzione" il dibattito sulla presenza della parola Dio nell’euro-Costituzione, sottolineando però che "questo non è materia della Commissione".