Misna

COLOMBIA 24/2/2003 0:44

Ingrid Betancourt, un anno nelle mani delle Farc

Era il 23 febbraio dello scorso anno, tre giorni dopo la rottura definitiva del processo di pace tra il governo di Bogotá e le Farc (Forze armate rivoluzionarie della Colombia). Ingrid Betancourt, candidata dei Verdi alle presidenziali di maggio, vinte dall’attuale capo dello Stato Alvaro Uribe, aveva lasciato nel primo pomeriggio Florencia (Caquetá) a bordo di un automezzo fuoristrada in compagnia della manager della sua campagna elettorale, Clara Rojas, e due giornalisti stranieri. Si dirigeva a San Vicente del Caguán, capoluogo di quella che era stata dal dicembre 1998 fino a tre giorni prima la 'zona di distensione', quando incappò in un posto di blocco del ‘Fronte 15’ delle Farc fra le località di Montanita e Paujil.

A un anno di distanza dal suo rapimento, le speranze di un suo rilascio sono ormai ridotte al lumicino. Ma la vicenda della quarantenne leader di ‘Oxygeno Verde’ continua ad essere seguita con attenzione da gran parte dell’opinione pubblica mondiale. Da mesi è attivo un ‘Comitato per la liberazione di Ingrid Betancourt’, con 233 delegazioni in tutto il pianeta, mentre all’ex candidata presidenziale è stata conferita la cittadinanza onoraria da parte di 460 comuni europei, americani e asiatici. Il giornalista e scrittore Eccehomo Cetina la ricorda nel suo nuovo libro, intitolato "Un anno senza Ingrid", che ripercorre gli ultimi avvenimenti prima del rapimento, il rifiuto di mettere a sua disposizione un elicottero militare per trasferirsi a Florencia e la conversazione avuta con un generale che le confessò di aver ricevuto ordini dalla presidenza perché le venisse negato il trasferimento. Le Farc lo avevano annunciato: la prigionia della ‘doctora’ Betancourt sarà lunga. A oggi non se ne vede ancora la fine.

[FB]