Vidimus Dominum
Nazismo: furono migliaia i religiosi e suore trucidati da Hitler
La "Civiltà Cattolica" sfata la leggenda di un clero filonazista e denuncia che ai gesuiti il dittatore riservò trattamento analogo usato per gli ebrei
Roma (Italia), 28 febbraio (VID) – Un ampio servizio della "Civiltà Cattolica" sfata la "leggenda" di un clero cattolico filonazista per paura del comunismo e ricorda come furono invece migliaia i sacerdoti, i religiosi e le religiose trucidati dai nazisti in Germania, nei territori da loro occupati, specialmente Polonia.
In particolare, nel servizio che ricostruisce l’attentato a Hitler del 20 luglio 1944 e la successiva repressione che colpi pesantemente anche i cattolici, si documenta come ai gesuiti il dittatore nazista riservò un analogo trattamento vessatorio e discriminatorio usato con gli ebrei.
"Subito prima della campagna di Russia – rivela una delle testimonianze pubblicate – il Fuhrer dichiarò i gesuiti indegni di portare armi come gli ebrei, e impose loro di indossare la sigla "nzv", inaffidabile come gli ebrei. Inoltre le SS chiesero l’elenco di tutti i membri dell’Ordine, ma – ricorda un religioso figlio di sant’Ignazio – rifiutammo di fornirlo. Era intenzione di Hitler di mandarci ad Est, nei campi di concentramento, come di fatto avvenne a partire dal 1942".
Il servizio parla anche di tre gesuiti in particolare, i padri Delp, Konig e Rosch che erano tra gli animatori del circolo di Kreisau che fu sempre considerato vicino agli ambienti della cospirazione contro Hitler. Uno dei tre gesuiti fu arrestato e ucciso, gli altri due fuggirono, ma uno di essi fu catturato e tenuto prigioniero fino alla fuga della Gestapo che lo custodiva in carcere.