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VATICANO - "ETICA DELLA RICERCA BIOMEDICA PER UNA VISIONE CRISTIANA": PARLANO IL PROFESSOR JOSEF SEIFERT, RETTORE DELL'ACCADEMIA INTERNAZIONALE DI FILOSOFIA DEL LIECHTENSTEIN E IL PROFESSOR CORRADO MANNI, PROFESSORE EMERITO DI ANESTESIOLOGIA E RIANIMAZIONE DELL'UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE DI ROMA
(Agenzia Fides) - Completiamo lo spazio che l'Agenzia Fides ha voluto dedicare alla IX Assemblea Generale della Pontificia Accademia per la Vita riportando gli ultimi due interventi raccolti (A.P.) (Agenzia Fides 1/3/2003)
- IL PROFESSOR JOSEF SEIFERT, RETTORE DELL'ACCADEMIA INTERNAZIONALE DI FILOSOFIA DEL LIECHTENSTEIN: "NON È ACCETTABILE PERMETTERE DI FARE TUTTO SOLO AL FINE DELLA RICERCA O DEI RISULTATI DELLA RICERCA"
Città del Vaticano (Agenzia Fides) - "Penso che tra i valori centrali della ricerca bioetica e della pratica della medicina il più importante sia la dignità della persona umana. Dalle relazioni ascoltate durante questa Assemblea, risulta che da un lato c'è chi distingue l'essere umano, dall'altro chi distingue la persona umana. L'embrione è ancora escluso dal concetto di persona umana. La visione generale non è corretta, c'è chi dice che solo la persona possiede dignità umana e altri ritengono che si può uccidere con l'aborto o fare sperimentazioni. Personalmente penso che sia necessario considerare il fatto che ogni essere umano è una persona umana e che la personalità dell'essere umano non risiede solo nell'emozione del cervello, nella maturità o nello sviluppo pieno del corpo. Ogni essere umano è un soggetto di natura razionale anche se questa ragione non è ancora esercitata. Un argomento che ha fatto molto discutere, sia all'interno della stessa Accademia che in tutto il mondo in genere, è quello della morte cerebrale. Non tutti siamo d'accordo sul fatto che la morte cerebrale sia una vera morte. Possiamo ancora dire che esistono vari livelli di dignità umana, uno è il valore ontologico che ogni essere umano possiede, e un altro ad esempio è il principio cosiddetto dell'"attività dell'essere umano svegliato coscientemente" e capace di dare un consenso ben informato e libero ad un eventuale intervento, cosa che un embrione non è in grado di fare. L'etica indica che la persona non ha solo una dignità innata, inseparabile dal suo essere ma ha anche una dignità che dovrebbe acquisire con la sua libertà, ossia attraverso la vocazione della persona umana. Tra i valori fondamentali della persona umana oltre alla salute e alla guarigione da mali fisici, c'è la dignità morale. La "Veritatis Splendor" dice che ci sono atteggiamenti che contraddicono la dignità intrinseca della persona umana, che non si può considerare solo il livello della salute e dimenticare che la dignità umana implica la vocazione a realizzare il bene morale. Non è accettabile permettere di fare tutto solo al fine della ricerca o dei risultati della ricerca.
Il Papa stesso, nei suoi testi filosofici, ha insistito nel riconoscere che la persona, possedendo libertà, razionalità, deve sempre essere capita come un agente morale da non utilizzare come un mezzo per le ricerche, e che il medico deve agire in qualità di persona e non lasciarsi usare come uno strumento.
In Svizzera, ad esempio, le infermiere, per essere ammesse alla scuola, devono sottoscrivere una dichiarazione in cui accettano di servire anche i casi di aborto qualora richiesto. Questo, secondo la coscienza umana e la dottrina della Chiesa è molto grave, è una violazione dei diritti umani. E' una forma di antipersonalismo etico molto pericoloso". (AP) (Agenzia Fides 1/3/2003)
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IL PROFESSOR MANNI: "NON SI PUO' PROCEDERE ALL'ESPIANTO DI UN ORGANO SE NON SI E' SICURI CHE L'INDIVIDUO SIA MORTO. LA LEGGE ITALIANA E' ASSOLUTAMENTE GARANTISTA!"
Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Il Professor Corrado Manni, Professore Emerito di Anestesiologia e Rianimazione dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, ci ha parlato della situazione dei trapianti in Italia
"Tra le relazioni presentate all'Assemblea una in particolare ha colpito la mia attenzione ed è quella in cui è stata illustrata la situazione, certamente pesante, della vendita o compra-vendita di organi che sta acquistando un business molto alto negli Stati Uniti per venire incontro alle sempre crescenti necessità di trapiantare organi in pazienti che ne hanno bisogno. Fortunatamente il nostro Paese non si trova nelle condizioni degli Stati Uniti perché non è un fenomeno così sviluppato. E' chiaro che come cattolici, io come anestesista rianimatore, in tutte le occasioni in cui ho avuto occasione di parlare di trapiantologia, di morte encefalica e di tutte le tematiche inerenti all'espianto e al successivo trapianto di organo, mi sono sempre espresso contro ogni possibilità di commercio degli organi. Certamente si tratta di una tecnologia chirurgica che ha raggiunto un notevole progresso, e grazie al numero sempre crescente, anche nel nostro Paese, di trapianti che vengono eseguiti, molte persone hanno avuto la possibilità di vivere meglio o addirittura essere strappati alla morte.
E' chiaro però che il trapianto di un organo esige alcune regole fondamentali. Anzitutto l'espianto dell'organo deve essere eseguito quando la morte encefalica, cioè la morte dell'intero organismo umano, sia avvenuta. Per morte encefalica intendiamo la distruzione di tutto il contenuto della scatola cranica, ossia cervello, cervelletto e tronco encefalo.
La legge italiana che regola la possibilità di espiantare gli organi ai fini del trapianto è una legge sicura e garantista, è una delle più garantiste che esistono al mondo. Tanto che la morte encefalica può essere ufficialmente osservata dopo sei ore che sia avvenuta la cessazione del battito cardiaco, la cessazione dell'attività respiratoria e quindi il potenziale donatore sia un soggetto che può essere considerato con sicurezza morto a tutti gli effetti.
Quindi la diagnosi di morte encefalica è quanto mai indispensabile per procedere correttamente sulla via del
trapianto. La gente deve essere tranquilla e cercare di pensare che donare un organo ai fini di un altro individuo è un'opera altamente meritoria che la nostra etica, la nostra religione e il nostro lavoro di medici deve cogliere nel modo migliore senza lasciarsi coinvolgere in episodi scatenati purtroppo dal business. (AP) (Agenzia Fides 1/3/2003)
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L'Agenzia Fides ha dedicato alla IX Assemblea Generale della Pontificia
Accademia per la Vita i seguenti servizi:
- Intervista a Sua Ecc. mons. Lozano Barragan (22/2).
- Udienza del Santo Padre (25/2).
- Conclusioni della Assemblea:
Prof. Juan Vial Correa, Presidente della Pontificia Accademia (27/2)
Sua Ecc. mons. Elio Sgreccia, Vice Presidente della Pontificia Accademia
(27/2)
Prof.ssa Wanda Poltawska (27/2)
P. Roberto Colombo (28/2)
Dott. Luigi Caltroni (28/2)
Prof. Josef Seifert (1/3)
Prof. Corrado Manni (1/3).
(AP) (Agenzia Fides 1/3/2003)
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