Misna
VATICAN CITY
7/3/2003 15:56QUALCHE DOMANDA AL CARDINALE TUCCI SULLA GUERRA
In un’intervista alla Radio Vaticana, il cardinale cardinale Roberto Tucci - gesuita e per molti anni direttore generale della Radio Vaticana oltre che diretto collaboratore del Papa nell’organizzare, per più di vent’anni, i suoi viaggi internazionali - aveva definito ieri "assurda" la posizione di chi obietta che la diplomazia vaticana, nel tentativo di salvare la pace, abbia messo sullo stesso piano il presidente iracheno Saddam e il presidente americano Bush. "No, non pone sullo stesso piano" aveva spiegato il porporato: "Chiede ai capi di Stato, chiede alle persone importanti del mondo politico di ricordarsi che, nella politica, non si può dimenticare l’etica, non si può dimenticare il diritto internazionale. Quindi, questo è un richiamo alla ragione. Mi pare che sia molto tipico, in tutti i campi, questo fatto che la Chiesa sia una delle poche istanze che insistono molto sulla necessità di ragionare, e ragionare secondo principi di verità: far considerare gli effetti negativi che avrà la guerra, il pensare in termini di ‘real politique’" . Al porporato, che oggi ha partecipato in Vaticano ad un Concistoro col Papa, la MISNA ha quindi rivolto alcune domande sullo stesso tema.
D.: "Come vede l’attuale situazione, di rischio imminente di guerra tra l’alleanza militare anglo-statunitense e l’Iraq di Saddam Hussein, mentre molti Paesi del mondo restano contrari ad un conflitto armato?"
R.: "Va rilevato anzitutto che il Papa ha chiesto una piena assunzione di responsabilità, di fronte ai rischi di guerra, non solo agli alleati occidentali, ma anche e nettamente a Saddam Hussein, domandandogli di dare ‘chiari segni di disarmo’ nel senso richiesto dalle Nazioni Unite, mediante la missione del cardinal Roger Etchegaray, da lui inviato a Bagdad alcuni giorni fa. Occorre uno sforzo da tutte le parti".
D.: "Pensa sia inevitabile un conflitto, dopo le recenti affermazioni sia di Bush che di Saddam ? E che sia ancora possibile un’intesa, dopo la recentissima missione a Washington del cardinale Pio Laghi? Che cosa si può ancora sperare ?"
R.: "Se Bush non cederà alle pressioni di ambienti a lui vicini che ritengono una guerra ormai ineluttabile, si potrà dire che il ritorno di Saddam alla ragionevolezza nel rispetto dei principi etici e delle norme di diritto internazionale e nell’interesse di tutta l’umanità, si è raggiunto anche grazie ai toni ultimativi ed alle minacce militari di Stati Uniti e Gran Bretagna che, con i loro alleati e la loro determinazione, hanno avuto un effetto positivo sul comportamento dello stesso Saddam, finora non certo affidabile nell’attuare misure di pace e di disarmo. Ora è da condividere la speranza che Stati Uniti e Gran Bretagna, visto il modo in cui si stanno avviando le ispezioni degli inviati dell’Onu e le distruzioni di armi non ammesse, non vadano oltre le minacce di guerra, in vigile attesa con le Nazioni Unite di una positiva ed esauriente azione di disarmo in quell’area. Sarebbe del resto terribile assumersi le responsabilità di una guerra, se le azioni di disarmo da parte di Saddam dovessero essere continue e convincenti. Ne risulterebbe minata non solo la credibilità dell’Onu ma la stessa convivenza internazionale". (di Federico Mandillo)
[CO]