Avvenire, 9 marzo 2003
"Quaresima, estirpiamo l’odio"
L’arcivescovo Comastri da oggi predica gli esercizi davanti al Papa. Il prelato di Loreto: nonostante l’attuale drammatico scenario del mondo, dobbiamo confidare in Dio e convertirci per avere in dono la pace Guardando alle tante piccole prepotenze che preparano le guerre più grandi
Di Gianni Santamaria
Non sono mai stati crocevia del mondo come in queste ultime settimane. E questo renderà forse ancora più significativo il loro silenzio. Inizia stasera alle 18 nei Palazzi del Vaticano la tradizionale settimana di esercizi spirituali del Papa e della Curia Romana. E nell'anno che Giovanni Paolo II ha voluto consacrare al Rosario sarà l'arcivescovo prelato di Loreto, Angelo Comastri, a proporre le meditazioni nella cappella "Redemptoris Mater". Un compito che il presule affronta, come dice ad Avvenire in quest'intervista, con francescana umiltà e con la consapevolezza di andare comunque dritto al cuore delle preoccupazioni che agitano il mondo in queste ore: "Le grandi guerre - rimarca il delegato pontificio per il celebre santuario mariano - vengono preparate da tante piccole guerre di prepotenze e di egoismi". Dunque, c'è da riscoprire il faticoso cammino del cambiamento dei cuori umani. A partire dall'esperienza viva di un cuore che non muta: quello di Dio. Ecco all ora il tema di questi esercizi spirituali: "Dio è amore! Ripartiamo da questa bella notizia".
Eccellenza, come si sta preparando a questo importante compito affidatole? Con quali sentimenti lo affronta?
"Dopo aver ricevuto la comunicazione della decisione del Papa, sono corso in cappella e mi sono inginocchiato davanti al Tabernacolo: ho consegnato a Gesù la mia paura e la mia indegnità. E subito mi è venuto in mente un episodio della vita di san Francesco. Doveva parlare davanti al Papa e ai cardinali e, per suggerimento del cardinale di Ostia, aveva imparato a memoria un bellissimo discorso. Ma quando fu davanti al Papa e ai cardinali, san Francesco non ricordava più nemmeno una parola. Allora, con tanta umiltà, invocò lo Spirito Santo e le parole affiorarono abbondanti ed efficaci. Evidentemente non sono san Francesco... ma proprio per questo, la mia preparazione è stata soprattutto preghiera e richiesta di aiuto di preghiere ai monasteri e alle anime semplici". Il Papa, in questi tempi di ansia per le sorti del mondo, ha invitato più volte alla conversione dei cuori. È un tema che va al cuore della Quaresima.
"La guerra, qualsiasi guerra, è stata definita dal Papa "una sconfitta dell'umanità". Per questo motivo non possiamo rassegnarci alla normalità della guerra, ma dobbiamo lavorare sempre, cioè convertirci, in modo da creare le condizioni necessarie per avere da Dio il dono della pace. Le grandi guerre, infatti, vengono preparate da tante piccole guerre di prepotenze e di egoismi. Da tante piccole gocce di odio e di ingiustizia. Queste gocce dipendono da noi. E saremmo ipocriti se condannassimo il frutto e non estirpassimo il seme".
Secondo lei su cosa occorre puntare per riscoprire l'amore di Dio, tema delle sue meditazioni, che agisce nella storia?
"Qualcuno potrebbe dirmi: "Come si fa a parlare dell'amore di Dio, se si tiene conto dello scenario drammatico del mondo di oggi?". Rispondo con un episodi o. Alcuni anni fa, dopo una conferenza sulla misericordia di Dio, un giovane si alzò e disse: "Se io fossi al posto di Dio, darei un grande calcio alla Terra e la lascerei precipitare nello spazio come una navicella impazzita: gli uomini non meritano altro". Dio, proprio perché è amore, non ha fatto questo e non lo farà mai. Dio, invece, nonostante le pazzie degli uomini, sta preparando cieli nuovi e terra nuova per tutti coloro che gli aprono il cuore nell'umiltà della fede: questa è la grande speranza dei cristiani".
Da arcivescovo di Loreto porterà anche l'esperienza mariana di preghiera per l'Italia voluta proprio dal Papa. Nell'anno che lui ha voluto dedicare al Rosario. Quale il ruolo di Maria nella costruzione di un mondo di pace?
"A Loreto, durante il gesto quotidiano dell'accensione della lampada, noi preghiamo per l'Italia, per l'Europa e per il mondo: e chiediamo la pace. Maria, in questa grande impresa, ha un suo ruolo: il ruolo della mamma, che Gesù le ha ufficialmente riconosciuto dall'alto della Croce. Che cosa fa una mamma? Quando vede i figli in guerra tra di loro, soffre e fa di tutto per riportare la pace: così fa Maria. E questo pensiero è già un motivo di grande consolazione".