Misna
CHINA
12/3/2003 0:46Fuga dalla miseria, 28 milioni di contadini abitano in territori isolati e ostili
Pechino ha annunciato di essere in procinto di avviare un progetto di ‘ricollocazione’ per convincere le popolazioni più povere della Cina a trasferirsi dalle impervie zone montuose e desertiche in territori più accoglienti. Organi di stampa nazionale riportano che una somma tra i 700 milioni e il miliardo di dollari verrà impiegata nei prossimi dieci anni per spostare 7milioni di cittadini cinesi in province del Paese climaticamente meno ostili. A differenza di altre iniziative di questo genere, il trasferimento questa volta è solo a titolo volontario. L’investimento previsto dalle autorità servirebbe a coprire le spese per costruire nuove case e avviare delle attività produttive. Si stima che oltre 28 milioni di cinesi vivano nelle remote regioni settentrionali o nel cuore dell’immenso territorio della Repubblica popolare cinese, affrontando una vita fatta di isolamento e povertà.
Dal 1994 Pechino e gli investitori internazionali hanno dovuto rispondere a forti critiche da organizzazioni per la tutela dei diritti umani a causa dell’evacuazione forzata di quasi due milioni di abitanti dalla zona delle "Tre gole", a Sandouping nella provincia di Hubei (cina centrorientale), per la costruzione lungo il fiume Yangzi della diga più grande del mondo, il cui completamento è previsto per il 2014. In questo caso i contadini sono stati costretti ad abbandonare i loro antichi villaggi e gli aranceti che coltivavano da secoli per trasferirsi in condizioni anche peggiori nelle terre al di sopra del livello delle acque alzato dal bacino idroelettrico.
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