Avvenire, 20 marzo 2003

Castro arresta dissidenti "amici degli Usa"

L'AvanaGiro di vite del regime cubano contro la dissidenza interna, accusata di aver appoggiato la "politica criminale" degli Usa nei confronti dell'isola. La televisione di Stato, controllata dal regime, ha annunciato l'arresto di "varie decine" di dissidenti, senza precisarne il numero, con l'accusa di aver partecipato ad "attività cospirative" promosse dal capo della missione di interessi statunitense a L'Avana, James Cason. Il governo ha detto che i dissidenti, paragonati ai mercenari che sbarcarono alla Baia dei Porci nel 1961 per rovesciare Fidel Castro (nella foto), saranno giudicati "nei tribunali di giustizia". Il governo ha inoltre annunciato una serie di restrizioni per il personale statunitense accreditato nella rappresentanza all'Avana, che dal 1977 cura gli interessi di Washington sull'isola in assenza di relazioni diplomatiche. In una vasta operazione realizzata in varie località dell'isola, la polizia cubana ha arrestato nelle proprie abitazioni decine di persone. Gli arrestati - secondo il noto dissidente Elizardo Sanchez - sono oppositori pacifici che si sono incontrati nel recente passato con funzionari statunitensi o hanno partecipato ad attività promosse dalla sezione di interessi Usa all'Avana.