Avvenire, 22 marzo 2003

"Capire il silenzio di Dio"

Don Barsotti: spesso la nostra preghiera non va nel senso della sua volontà. Anche la guerra non sfugge alla provvidenza divina che dal male trae il bene

Di Daniele Morini

In mezzo agli uliveti di Settignano sembra quasi impossibile che il frastuono della guerra abbia preso il posto del dialogo e del confronto. E proprio in mezzo a questi ulivi siamo arrivati per parlare della pace insieme a don Divo Barsotti, mistico e fondatore della comunità dei "Figli di Dio". Le sue parole sono intense, profonde, escono limpide da un giovane cuore di novant'anni.

"Che cos'è la pace - ci domanda provocatoriamente don Divo - in un mondo dove ormai dominano gli aborti e i divorzi? Per non parlare del resto, come l'incredulità e altro. Di fronte a tutto questo, allora, la pace che cos'è? Forse volere che Dio chiuda gli occhi e non veda tutto il male che abbiamo intorno? Lui è libero e nulla gli si può imporre. Nemmeno lei può imporgli la sua volontà. Lei semmai può fare la volontà di Dio, ma non certo il contrario". Don Barsotti continua a riflettere sulla guerra, che da mercoledì è divampata in Medioriente. Da Settignano l'Iraq, il Mar Rosso, le basi americane nel Golfo, sembrano ancora più lontane di quanto realmente non siano.

"Se qui viene un esercito e distrugge le famiglie - domanda ancora don Divo - pensa che non ci debba essere un'opposizione da parte del popolo? Per non lasciarsi dominare da una potenza avversa che vuole distruggerci? Anche la pace non è un bene supremo e dobbiamo capire perché tante volte Dio non ci ascolta. Perché preghiamo, ma quello che chiediamo spesso non lo chiediamo secondo la sua volontà. E allora è chiaro che Dio fa silenzio. Tante volte sembra davvero che non esista più. Sembra che non intervenga e questo fa pensare a molti che Dio non esiste, che ci sia una certa morte di Dio. L'incredulità avanza. Ma basterebbe che Dio apparisse e allora l'uomo se ne accorgerebbe di nuovo!".

Padre Serafino è uno dei consacrati che vivono a San Sergio, la casa madre dei "Figli di Dio". La comunità è una vera e propria famiglia monastica, composta da circa duemila persone, in gran parte laici che vivono nel mondo.

"In questi giorni - spiega il religioso - ci siamo sentiti con molti dei nostri fratelli e abbiamo chiesto a loro di pregare in modo particolare in questo periodo. Quindi si è diramata una rete di preghiera interna alla comunità, perché abbiamo voluto intensificarla, anche quantitativamente, in questo momento".

"Noi non possiamo dubitare della bontà di Dio - riprende don Divo Barsotti - ma anzi dobbiamo credere in essa. Tante volte la nostra preghiera non crede a questa bontà. Vorremmo costringere Dio a fare il nostro cammino. Credo che dovremmo mantenerci molto sereni, anche nella guerra. Perché comunque anche la guerra, sarà un castigo o quello che si vuole, ma non sfugge alla provvidenza divina. Perché Dio anche dal male sa trarre il bene".