Corrispondenza Romana, 800/03
Palestina: Il Patriarca Michel Sabbah sempre più isolato e prigionero dell'estremismo arabo
Il card. Michel Sabbah, patriarca latino di Gerusalemme, è sempre più isolato, ricattato e prigioniero dell'estremismo arabo.
Lo rivela una fonte non sospetta: "Missioni Oggi" (febbraio 2003), il mensile dei missionari saveriani, da tempo schierato su posizioni accesamente filo-palestinesi. E la fonte delle informazioni è anch'essa attendibile: Massimo Toschi, fiorentino, rispettato cultore della non-violenza, noto esponente pacifista. Sulla citata rivista, Toschi pubblica il diario di un suo pellegrinaggio a Betlemme, fatto assieme al cardinale Silvano Piovanelli e ad altri 130 pellegrini toscani, per unirsi alla "marcia della pace" promossa per il 31 dicembre 2002 proprio dal patriarca latino di Gerusalemme.
Al corteo c'era pochissima gente, non più di 200 persone, comprese quelle giunte dalla Toscana con Toschi. La marcia si è diretta non verso la basilica dell'Annunciazione, ma verso il confine israelo-palestinese. Nella prima fila c'era il patriarca, ma non c'era nessuno alle finestre e nemmeno lungo la strada. "Sorprende che dietro il patriarca non ci siano i cattolici di Betlemme. Certamente non ci sono i francescani di Betlemme.
All'improvviso s'inserisce nel corteo un gruppo di ragazzi tra i sedici e i vent'anni. Appartengono a un'organizzazione politica dal nome indicibile, probabilmente vicina a Fatah. Urlano slogan politici".
Padre Ibrahim, dei francescani di Betlemme, spiega la ragione dell'assenza dei suoi confratelli: "Il Patriarca ha promosso la marcia su richiesta di Fatah e questo è un errore, perché la prossima volta farà la richiesta Hamas e il Patriarca non potrà dire di no".
Anche il cardinale Carlo Maria Martini, trasferitosi a vivere a Gerusalemme, è contrario alla linea del Patriarca: "Egli insiste sul fatto che non si debba prendere parte, schierarsi con una parte contro l'altra". Il card. Sabbah sarebbe quindi isolato dentro la stessa cattolicità palestinese, perché ritenuto troppo schierato con le correnti arabe estremiste che spadroneggiano a Betlemme e nei Territori.
Sabbah, spiega il mensile dei saveriani, "è l'uomo che del terrorismo suicida palestinese dà questa giustificazione testuale (ripresa da un suo discorso ai fedeli del febbraio 2002 di cui esiste la registrazione video): "La situazione è semplicemente d'occupazione militare, dal 1967 a oggi. Il nostro è un paese occupato, il che spiega che la gente sia stanca e si faccia esplodere". ("Missioni Oggi", cit.)