Misna
INDIA 26/3/2003 17:13
Gujarat: Assemblea ‘distratta’ da omicidio Pandya approva legge su conversioni
L’assemblea dello stato indiano del Gujarat ha approvato oggi la controversa legge sulle conversioni religiose forzate durante una seduta contraddistinta da urla e accuse per l’assassinio dell’ex ministro Haren Pandya, caduto vittima di un attentato questa mattina. La nuova normativa ‘Freedom of Religion Bill’, che ha lo scopo di fermare le conversioni "ottenute con la forza, l’abbindolamento o con mezzi fraudolenti", è stata adottata senza essere discussa dall’aula, dopo il caos provocato dall’intervento del leader dell’opposizione Amarsinh Choudhary che, attirando l’attenzione sulla vicenda di Pandya, ha parlato di "omicidio politico".
L’iter della legge sulle conversioni è stato accompagnato da proteste da parte di organizzazioni delle comunità cristiane, tra cui il Consiglio globale dei cristiani indiani (Gcic). Quest’ultima nei giorni scorsi ha diffuso un comunicato in cui sottolineava la potenziale forza di disgregazione sociale del provvedimento in una società multietnica e multireligiosa come quella indiana. Il Gcic, inoltre, ha cercato di riportare alle giuste proporzioni la presunta minaccia rappresentata dalla ‘significativa’ crescita di conversioni al cristianesimo negli ultimi anni. La presenza di cristiani nello stato del Gujarat nel 1951 ammontava, secondo cifre ufficiali, allo 0,48 per cento della popolazione locale. Dieci anni dopo la cifra era scesa allo 0,44 per cento, calando ulteriormente allo 0,41 per cento nel 1971 fino a toccare lo 0,37 nel 1981. Dunque, l’attuale percentuale di 0,44 per cento, secondo il censimento del 1991, pur segnalando un aumento, indica in realtà la stessa presenza di trent’anni prima, e ben al di sotto della percentuale del 1951.
Il Gcic ha espresso la sua preoccupazione che la legge, ispirata ad analoghi provvedimenti negli stati indiani Tamil Nadu, Madhya Pradesh e Orissa, sia solo uno strumento nelle mani del nazionalismo e del fondamentalismo religioso in un momento storico della società indiana – sostengono quelli del Gcic – in cui "stanno aumentando gli episodi di oppressione, intimidazione e ricatto nei confronti delle minoranze, specialmente i cristiani".
[BF]